Monica Guerritore-Giovanna D’Arco stasera a Teramo

Alessandro Biancardi

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TERAMO. Un appuntamento di prestigio quello in programma oggi 25 gennaio 2007 al Teatro Comunale di Teramo per la seconda Stagione di Prosa della Società della Musica e del Teatro Primo Riccitelli. Monica Guerritore porta infatti in scena uno spettacolo scritto e diretto da lei che non mancherà di incantare il pubblico.
Giovanna D'Arco si racconta a noi attraverso la sua perfetta semplicità. La forza che trascende il suo sesso e che lei, prima fra tutte, integra a quella "qualità virile" che sussurra in tutte le donne la fede nella “trascendenza del cuore” incrollabile e giusta, danno ali e potenza al suo richiamo. “Non si vede bene che con il cuore” fa dire Saint Exupery al Piccolo Principe, “l'essenziale è invisibile agli occhi”. Ed ecco che il suo cuore non aveva ragioni, ma forze. Forze e passioni che sole cambiano la realtà. Ed è qui la santità temporale, la cristianità carnale di Giovanna : farsi strumento di libertà per il suo popolo. Monica Guerritore rivive quel mistero luminoso e tragico, accostandosi in questo “Laboratorio 1”, al cuore della vocazione di Giovanna, alla sua chiamata dell'Anima che si fa azione attraverso lo spirito. Dimenticando l'immagine tramandata, Giovanna è viva attraverso gli Atti del Processo, visionaria e poetica nei versi di Maria Luisa Spaziani, diventa “la visibile intelligenza del divino”, incarnando nelle sue opere il mondo triplex che preconizza Giordano Bruno “Dio-Natura-Uomo”. Il De Immenso di Giordano Bruno che l'attrice inserisce all'interno dello spettacolo, sembra restituirci, non le Voci da lei udite, ma la Sua voce, che lei udiva “nel lato destro del giardino di suo padre”(come non pensare al lato destro della sua mente). È cosi che Giovanna rivive nella nostra epoca, compagna di ribellione e speranza del Che Guevara, di Jan Palach, accompagnata dalle immagini della cronaca di quel giovane cinese che a piazza Tien An Men ferma col suo corpo un carrarmato, dalle immagini di uomini e donne forti della forza che viene dall'istinto di libertà. I fotogrammi di Dreyer, così lontani, diventano presenti e giudicanti, il sogno di Marhin Luther King testimonia come si levino alte in ogni tempo le voci contro il Potere. La partitura musicale, di grande importanza, accosta nella massima libertà i “Carmina burana di Orff, all'adagio per archi di Barber,i Queen a Tom Waits, creando quella risonanza emotiva che permette di accompagnare Giovanna alla sua morte senza rimanerne distanti.

25/01/2007 9.00