Musica. Iva al 10% per i concerti: cambia la tassazione con la Finanziaria

Alessandro Biancardi

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ROMA. Un importante risultato per la musica italiana. La Finanziaria votata dal Parlamento nazionale ha riconosciuto, attraverso una norma interpretativa (comma 300), la validità per legge dell'aliquota IVA del 10% per i concerti vocali/strumentali. La questione fu sollevata una prima volta alla Camera dei Deputati dal parlamentare marsicano, Rodolfo De Laurentiis, attraverso una interpellanza al Ministro dell'Economia; interpellanza molto apprezzata dalle istituzioni musicali italiane e subito raccolta dal Governo.

ROMA. Un importante risultato per la musica italiana. La Finanziaria votata dal Parlamento nazionale ha riconosciuto, attraverso una norma interpretativa (comma 300), la validità per legge dell'aliquota IVA del 10% per i concerti vocali/strumentali.
La questione fu sollevata una prima volta alla Camera dei Deputati dal parlamentare marsicano, Rodolfo De Laurentiis, attraverso una interpellanza al Ministro dell'Economia; interpellanza molto apprezzata dalle istituzioni musicali italiane e subito raccolta dal Governo.


Nell'autunno scorso, per iniziativa proprio di due marsicani, il musicista Massimo Coccia e la commercialista Valentina Del Manso, era sorto il Comitato nazionale in difesa dell'aliquota agevolata sulla concertistica che inoltrò un appello al Governo nazionale ed ai ministri Padoa Schioppa e Visco; tra i firmatari dell'appello, oltre i promotori, figurano enti e istituzioni quali la Scala di Milano, il Teatro La Fenice di Venezia, l'Opera di Roma, l'Accademia di Santa Cecilia, il Maggio Musicale Fiorentino, l'associazione nazionale di categoria AGIS, altre associazioni e sindacati della musica, musicisti famosi come Gasdia, Ughi, Accardo, etc.
Anche la stampa nazionale ha doto risalto all'iniziativa.
La Finanziaria ha prontamente risposto all'appello e all'interpellanza riconoscendo la validità dell'aliquota IVA del 10% da sempre, quindi a partire dalla Legge istitutiva del''IVA del 1972.
Le norme che regolano la materia (DPR 633/1972 tabella A parte III, voci 119 e 123), erano state messe in discussione da una interpretazione dell'Agenzia delle Entrate giunta nel 2004 che sovvertiva l'aliquota alzandola al 20% solo per i concerti, pur presenti nella stessa tabella con altri spettacoli di tipo musicale per i quali veniva invece riconosciuta l'aliquota agevolata.
Si conclude così una lunga battaglia ceh farà felici moltissimi appassionati e favorirà la cultura musicale.

19/01/2007 15.40