Gli ultimi appuntamenti dei "Respiri di scena" per il Teatro del Krak

Alessandro Biancardi

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ORTONA. Ultimi due appuntamenti con la rassegna di teatro contemporaneo Respiri di scena organizzata dal Teatro del Krak nella ricorrenza dei suoi dieci anni di attività. La rassegna è promossa dalla Regione Abruzzo, dalla Provincia di Chieti, dal Comune di Ortona, con l’adesione della Cgil.
In scena, martedì 12 e mercoledì 13 dicembre,presso palazzo Corvo, sede dell'Istituto Nazionale Tostiano,in corso Matteotti (Ortona) l'ultima produzione della compagnia ortonese Teatro del Krak InQuiete, le parole, uno studio dagli scritti di Annemarie Schwarzenbach, di Antonio G. Tucci, con Alessandra Angelucci, voce in scena Valentina Capone. La regia, l'ideazione, il progetto scenico sono di Antonio G. Tucci. La consulenza artistica è di Pasquale Polidori.
«Lo spettacolo», spiega Antonio Tucci, «è tratto dall'opera di Annemarie Schwarzenbach, scrittrice, fotografa e giornalista svizzera vissuta tra le due guerre, dotata di un'intelligenza eclettica e di una straordinaria sensibilità, tale da saper vedere orizzonti tanto vasti e inconcepibili per una donna di quegli anni. Lo spettacolo ripercorre la sua intensa e tormentata esistenza e si sofferma sulle “sue parole” che in verità sono un conglomerato di narrazioni: autobiografia, cronaca di viaggio, racconti, giornalismo, critica lucida e appassionata. In primo piano non c'è soltanto una personalità frammentata e in costante ricerca di se stessa, che si spinge per questo fino ai luoghi “alla fine del mondo”, ma uno sguardo che si vuole il più possibile osservatore attento dei mutamenti drammatici che sconvolgono la sua epoca e che sono così drammaticamente simili alla nostra».
Con questa nuova produzione il Teatro del Krak continua la sua ricerca poetica e stilistica per guardare e raccontare il quotidiano, i temi dell'identità minacciata, di una realtà virtuale che sprofonda nel caos del mondo, del “disordine costituito” dei nuovi poteri.
Una narrazione fatta di sospensioni, rapide cronache, racconti segnati da una orizzontalità di tensioni emotive tra attore e spettatore.

Annemarie Schwarzenbach, scrittrice, giornalista e fotografa, nacque nel 1908 a Zurigo da una ricca famiglia di industriali della seta. Ebbe una vita intensa e sofferta a causa del complicato rapporto con sua madre che avrebbe voluto un figlio maschio e come tale la vestì e la considerò. Soggiornò a Berlino dove frequentò la cerchia letteraria dei fratelli Mann, ma abbandonandosi anche a ogni eccesso, in particolare al consumo della morfina, da cui divenne dipendente per il resto della vita. Si innamorò, non corrisposta, di Erika Mann. Cercò scampo all'infelicità nell'impegno politico antifascista e nei viaggi in Oriente, Russia, Stati Uniti e Africa, da cui trasse i suoi famosi reportage.“Angelo devastato” la definì Thomas Mann. Tentò più volte il suicidio prima di morire a soli 34 anni cadendo dalla bicicletta.
Spettacolo fuori abbonamento, prenotazione obbligatoria.

11/12/2006 8.53