"La Signorina Giulia" di August Strimberg all’Aquila

Alessandro Biancardi

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L’AQUILA. Nel Teatro Comunale di L’Aquila, in prima nazionale, alle ore 21 di Giovedì 9 Novembre, il debutto della nuova produzione del Teatro Stabile d’Abruzzo, con il dramma “La Signorina Giulia” di August Strimberg – coprodotto con la Compagnia Indie Occidentali – che vede protagonisti Vanessa Gravina ed Edoardo Siravo, con la regia di Armando Pugliese.
Oltre ai due protagonisti vedremo in scena Simonetta Graziano e cinque danzatori: Chiara Antonelli, Gabriella Casali, Chiara Esposito,Valentina Soncin e Salvator Spagnolo.
“La Signorina Giulia” è forse il testo più felice del drammaturgo svedese; si concentra nella contessina Giulia e nel servo Jean: nella notte di San Giovanni, mentre il conte è assente e il popolo si da alla pazza gioia, la signorina Giulia, eccitata, invita il servo Jean a ballare con lei. Ella è provocante; e, un po' seduttrice un po' sedotta, finisce col cedergli. Jean pensa di approfittare della padroncina, ora diventata sua amante, per realizzare il suo sogno di diventare proprietario di un albergo di lusso, e spinge Giulia a rubare la cassaforte del padre e a fuggire.

Questo è il preludio alla tragedia imminente.
Il conte è tornato, Jean rientra nei suoi panni di servo e Giulia, senza più volontà, obbedendo ad un suggerimento di Jean prende il rasoio dalla sue mani ed esce, per non più tornare.
La signorina Giulia discendente dalla nobiltà guerriera, cade, e caduta non può sopravvivere, portando innato il senso dell'onore; è tragica pur senza grandezza.
Il servo Jean si eleva e né come seduttore della padroncina, né come servo, ha rimorsi. L'unico impulso che lo spinge è quello di ascendere socialmente; i mezzi e le occasioni non contano. E' ignobile, ma, proprio perché tale, il più forte.
Il soggetto di questo dramma è preso dalla vita, da una vicenda che l'autore aveva sentito raccontare e che l'aveva colpito particolarmente tanto da pensare che sarebbe stato molto adatto ad essere ridotto in tragedia, poiché si resta profondamente impressionati quando si assiste al naufragio di un essere che precedentemente era stato favorito dalla sorte.
Impressiona anche di più assistere all'estinzione di una stirpe. Sennonché, anzitutto, il male, in senso assoluto, non esiste, perché se una stirpe volge al tramonto, ciò rappresenta una fortuna per un'altra stirpe che riesce a salire sull'orizzonte. Ma l'alterna vicenda delle ascese e discese costituisce una delle migliori attrattive della vita, giacché la felicità consiste solamente nel confronto.
La Signorina Giulia diviene così la rappresentazione della lotta cinica e spietata dei sessi, ma anche di due classi sociali: l'aristocrazia, esausta, destinata a soccombere proprio per la raffinatezza della propria sensibilità, e la classe dei paria, rozza e vile, ma carica di energia vitale e pronta a tutto per impossessarsi del potere.
Lo spettacolo si svolge in uno straniante spazio scenico progettato da Andrea Taddei, i costumi sono di Silvia Polidori e le musiche originali sono state composte dal maestro Germano Mazzocchetti.
Repliche venerdì 10 novembre ore 21,00; sabato 11 novembre ore 16,30; domenica 12 novembre ore 16,30.

08/11/2006 9.19