Miss Italia. «Gara falsata:il 40% delle concorrenti è "rifatta"»

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

2930

ROMA. Secondo lo studio presentato stamane da Contribuenti.it – Associazione Contribuenti Italiani è emerso che il 40% delle aspiranti Miss Italia si “potenzia” per il concorso di bellezza, ricorrendo sempre più spesso alla chirurgia plastica. «Cittadini ingannati, necessari risarcimenti».



ROMA. Secondo lo studio presentato stamane da Contribuenti.it – Associazione Contribuenti Italiani è emerso che il 40% delle aspiranti Miss Italia si “potenzia” per il concorso di bellezza, ricorrendo sempre più spesso alla chirurgia plastica. «Cittadini ingannati, necessari risarcimenti».



Labbra, seno, liposuzione, naso e trattamento delle rughe sono gli interventi comuni effettuati dalle ragazze del mondo dello spettacolo ed in particolare dalle aspiranti al titolo di Miss Italia.
Lo Sportello del Contribuente denuncia che ogni anno si effettuano più di 600 mila interventi chirurgici, il 35% dei quali rivolti a persone di sesso maschile ed il 65% a quelle di sesso femminile. L'età media, in entrambi i casi, è intorno ai 35 anni, ma molte sono le minorenni.
Ma è giusto, si chiede l'associazione di tutela, che i telespettatori, che da casa televotano le ragazze in gara spendendo 2 milioni di euro, siano ingannati dai falsi dati delle "Miss potenziate" non sapendo se stanno votando una bellezza nature o una siliconata?

«Le false misure fornite ai telespettatori - afferma Vittorio Carlomagno, presidente di Contribuenti.it Associazione Contribuenti italiani - sono un inganno vero e proprio, degno di risarcimento, visto che il costo di una telefonata è di € 0,75 e quello di un sms è di € 0,75. Per risolvere il problema esistono diverse soluzioni – continua Carlomagno – Una potrebbe essere quella istituire due categorie all'interno del tradizionale Concorso di bellezza, quella delle "Miss nature" e quella delle "Miss truccate" oppure informare il telespettatore che sta votando una miss "60 potenziata a 90».

Il sodalizio spera in un intervento dell'Autorità per le telecomunicazioni, del Ministro e del Consiglio di Amministrazione della Rai ed ha predisposto per tutti i cittadini i moduli per richiedere il risarcimento danni alla trasmissione.

12/09/2006 12.10