La tragedia di Marcinelle in scena al "Fiume e la memoria"

Alessandro Biancardi

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PESCARA. Dopo il successo dello spettacolo prodotto dal festival, “L’ispettore a Pallano” e dopo la presentazione del best seller “Generazione 1000 euro” andrà in scena questa sera lo spettacolo dal titolo “Mille metri sotto terra” sempre prodotto dal Festival pescarese.
Così come l'edizione ricorda, “l'ottava” è anche il gioco che crea la traccia tematica di questa edizione. E' l'imperfetto che accomuna tutti i protagonisti degli incontri teatrali che compongono questa edizione.
La lotta di un precariato generazionale di cui parla il libro presentato sabato scorso dai due autori (Incorvaia e Rimassa), la lotta di un giovane disoccupato di provincia, protagonista de “L'ispettore a Pallano” è la stessa lotta, anche se a tinte fortemente più drammatiche, che vede protagonista Tonino, il personaggio guida, l'io narrante di “Mille metri sotto terra”, piece incentrata sulla tragedia di Marcinelle.

L'ideazione e il progetto drammaturgico del recital sono di Milo Vallone che ne è anche voce recitante. Il testo è di Luca Pompei.
Vallone sarà accompagnato dai Solisti MuTeart diretti da Davide Cavuti.

Note:

Dalle cime sognate della Majella , alle “taglie” della miniera di Martinelle, il drammatico viaggio verso un lavoro sicuro in Belgio di uno dei tanti abruzzesi costretti dalla fame di un Italia ancora lacerata dalla Grande Guerra, raccontato in prima persona, secondo coscienza, attraverso i propri occhi. “Mille metri sotto terra” è un silenzio rotto in tanti piccoli pensieri, riflessioni, ma non è solo la testimonianza cruda di una denuncia civile, vuole essere qualcosa di più: la storia dell'anima trascinata a forza verso il più tragico dei destini, come in una sorta di percorso obbligato: l'infanzia in campagna, il servizio militare tra gli alpini, il sapore di casa come elemento distintivo e identificativo e poi l'unica scelta possibile (“A Mà so decise…je me ne vaje”). Il lungo viaggio in treno fino a Milano per le visite mediche e poi a proseguire fino a Charleroi, in Belgio, la stanza in affitto a peso d'oro a Marcinelle, da un locandiere bergamasco, per giunta. I massacranti turni di lavoro in anguste taglie di 80 centimetri a oltre mille metri sotto terra e poi quel terribile 8 agosto del 1956, un'improvvisa luce ed il ritorno/non ritorno a casa, in un percorso obbligato a ritroso, le oltre cento bare disposte di fronte alla cattedrale di S.Cetteo a Pescara, nel giorno dei funerali e gli occhi presenti/assenti di chi può rendere testimonianza anche di questo ultimo atto. Il tutto attraverso una intensa narrazione, dove la storia vissuta si alterna in un gioco di chiaroscuro, con la storia scritta, in un ricordo perpetuo ed eterno.

Lo spettacolo avrà luogo martedì 5 settembre alle 21.15 nel cortile interno del Palazzo di largo dei Frentani a Pescara.

I posti sono limitati. E' consigliabile la prenotazione.

info@ilfiumeelamemoria.com

05/09/2006 9.55