A Venezia trionfa il cartone "Gedo Senki - Tales from earthsea"

Alessandro Biancardi

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SPECIALE VENEZIA. Il resoconto della giornata di ieri, domenica 3 settembre alla 63° Mostra del cinema di Venezia che stiamo seguendo da vicino. Ieri presentati anche “Children of men” e “The Queen” IL DIETRO LE QUINTE NEL BLOG



SPECIALE VENEZIA. Il resoconto della giornata di ieri, domenica 3 settembre alla 63° Mostra del cinema di Venezia che stiamo seguendo da vicino. Ieri presentati anche “Children of men” e “The Queen”





IL DIETRO LE QUINTE NEL BLOG



Dal nostro inviato a Venezia, Ernesto Valerio

Giornata intensa domenica 3 settembre, con conferenze e visioni di prim'ordine.


CHILDREN OF MEN

Presente al lido in mattinata Clive Owen, protagonista dell'ultima pellicola di Alfonso Cuaròn, “Children of Men”, tratto dall'omonimo romanzo di P.D. James.
Lunghi applausi hanno accompagnato l'ingresso in sala dei due, gremita come raramente è accaduto in questi giorni (superata forse solo da Oliver Stone). Il film sembra essere piaciuto a tanti, come testimoniato dai diversi complimenti che hanno preceduto le domande dei giornalisti.
La trama: la razza umana ha difficoltà nella riproduzione della propria specie e il mondo è caduto nell'anarchia totale. Anche il più giovane cittadino del pianeta, un diciottenne, muore. Caos totale. È a questo punto è Theo, burocrate in una incredibile Londra martoriata dagli uomini stessi, che prende in mano la sua vita e quella altrui, alla ricerca della salvezza del pianeta. Nel cast anche Julianne Moore e Michael Caine, che non erano comunque presenti oggi.
Curiosità: nella colonna sonora anche Battiato, pubblicamente ringraziato dal regista Cuaròn
durante la conferenza.


 THE QUEEN

“The Queen”, di Stephen Frears, che come il titolo ben indirizza, ha come protagonista Sua Altezza la Regina d'Inghilterra. Gran Bretagna, estate 1997. Un giovane Tony Blair neo eletto primo ministro e Lady Diana che muore a Parigi.
Il palazzo reale che non sa reagire e Blair, con tutto il suo staff, che da laburisti modernizzatori “diventano in una settimana i salvatori della monarchia” (come dice la moglie del Blair della pellicola al marito), consigliando per il meglio Sua Altezza.
Ma la contestualizzazione è solo un pretesto, in compagnia di un sano humour inglese interclassista e di una ricostruzione dei personaggi ad hoc, per meglio trasmettere a tutto il mondo una generazione in cambiamento, un'istituzione che traballa ma non cade mai, una famiglia “normale” che vive la sua quotidianità staccata nel tempo e nei luoghi, vista la sua “altezza”. Una vera lezione non solo di cinema ma sociale e politica, visto che “The Queen” può essere un ottimo metro di giudizio, e punto di partenza, per registi di altre nazioni (forse in primis a casa nostra, dove per parlare di politici ricorriamo a macchiette e co.) che vogliono affrontare e mettere su pellicola i propri governanti.


 



GEDO SENKI - TALES FROM EARTHSEA
  (nella foto la locandina film Miyazaki)

Il lungometraggio animato “Gedo Senki - Tales From Earthsea”, di Goro Miyazaki (presente in sala alla proiezione delle 16.45) strappa lunghi, lunghissimi e convinti applausi a tutta la sala, gremita per l'occasione. Rispetto al lavoro del padre (su tutti, “La città incantata”), Goro
sembra essere più pittorico, con una distinzione maggiore tra personaggi e
protagonisti, come nei videogiochi di vecchia data in cui lo sfondo era fisso,
con gli eventuali elementi mobili in vista. E allo stesso tempo sembra più
moderno del padre, con riferimenti a tematiche attuali come la droga e la sua
dipendenza; più classico il tema della morte, affrontato nell'eterna lotta per
l'immortalità che se da secoli colpisce artisti e sovrani, nel cartone animato
non risparmia invece i maghi più potenti. I mezzi e il talento ci sono, e l'età
è perfetta per crescere: un altro campione dell'animazione sta nascendo in
Oriente?  (nella foto la fila per Goro Miyazaki)




 PrimaDanoi.it SEGNALA:


Plauso speciale di oggi al film dello statunitense Dito Montiel, “A guide to recognizing your saints”, presentato nella “Settimana della Critica”. Il regista era presente in sala, con i suoi produttori: il fatto va sottolineato visto che uno dei due è Sting, che a sorpresa è sbarcato al Lido (non era tra gli arrivi previsti in giornata).
Film americano, ma dal sapore anglosassone, quello della scuola dura e sociale di Ken Loach e, a modo suo, Guy Ritchie. La storia di Dito (che in realtà sarebbe, romanzata, quella dello stesso regista), della sua adolescenza nel quartiere di Queens, New Tork: una giovane età fatta di amici giusti e sbagliati, di amori e passioni, di un rapporto difficile con il padre, … il tutto ricostruito attraverso i ricordi di un Dito oramai maturo, californiano d'adozione e scrittore di successo. È appunto un rincorrersi di immagini, sceneggiatura e pagine del libro tutto quello che scorre nei cento minuti del film, con una regia frenetica ma ordinata, scattosa ma coinvolgente, che affascina e fa volare il tempo (non a caso è stato premio Sundance per la regia). Forse il miglior film visto adesso a Venezia, almeno in quanto piacevolissima sorpresa dopo qualche delusione e amaro in bocca.


04/09/2006 8.44