Mostra di Venezia: pole position per Brian De Palma

Alessandro Biancardi

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Quest’anno abbiamo voluto dedicare una attenzione particolare all’evento più importante della cinematografia nel nostro Paese: la Mostra del cinema di Venezia. Il nostro inviato seguirà ufficialmente le diverse fasi dell’evento riportando quanto accadrà al Lido ad alta concentrazione di stars. Nel blog parallelo dedicato allo stesso evento i retroscena e la “soggettiva” della esperienza veneziana del nostro inviato. VAI AL BLOG


Quest'anno abbiamo voluto dedicare una attenzione particolare all'evento più importante della cinematografia nel nostro Paese: la Mostra del cinema di Venezia. Il nostro inviato seguirà ufficialmente le diverse fasi dell'evento riportando quanto accadrà al Lido ad alta concentrazione di stars.
Nel blog parallelo dedicato allo stesso evento i retroscena e la “soggettiva” della esperienza veneziana del nostro inviato.



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Dal nostro inviato a Venezia Ernesto Valerio

Archiviata la prima giornata ufficiale della 63° edizione della Mostra del Cinema di Venezia. La passerella delle 19, con la presentazione dell'edizione e la proiezione della pellicola di Brian de Palma, “The Black Dahlia”, è stata anche l'occasione per i protagonisti di dire, o ribadire, concetti e pensieri relativi al grande schermo o, nello specifico, a Venezia.
La sala Grande è, come da previsione, affollata per l'occasione.
Spiccano tra tutti la Johansson, bella come non mai, seduta di fianco a De Palma e a James Ellroy, scrittore americano autore del romanzo omonimo da cui è stato tratto il film.
Di fianco a loro gli altri protagonisti: Aaron Eckhart, Josh Hartnett, Mia Kirshner,… Altrettanto affollata era stata anche la proiezione per i critici che a differenza degli scorsi anni, non hanno manifestato tangibili espressioni di disapprovazione.


LA PRESIDENTE DENEUVE

Scontata, e graditissima, la presenza della Deneuve, a capo della giuria di quest'anno: anche lei raggiante e folgorante allo stesso tempo come d'abitudine ha ribadito il suo amore per Venezia e la Mostra, alla qual si sente molto legata: «la mia prima presenza qui e' stata nel 1967 per 'Belle du Jour' che ha vinto il Leone d'oro».
L'attrice, aiutata nel difficile compito da personaggi del calibro di Michele Placido, Bigas Luna, Cameron Crowe, Park Chan-Wook, Paul Branco e Chulpan Khamatova, ha inoltre spiegato come intende il suo personale metro di giudizio per la critica: «Non farò valere il mio ruolo per impormi, ma cercherò di dirigere la conversazione in modo che si crei una corrente comune tra persone di nazionalità diverse. Sono stata in altre giurie e so quanto è importante avere conversazioni chiare e dirette», presa di posizione perfetta vista l'eterogeneità della giuria.
Un sorridente Michele Placido invece, nonostante le polemiche degli scorsi giorni sui critici presenti alla Mostra negli scorsi anni (che stroncarono sonoramente il suo “Ovunque sei”) ha parlato soprattutto del dualismo con Roma, che a suo avviso non può spodestare il capoluogo veneto: «Quello di Venezia è il festival più antico, ha scoperto e premiato autori consacrati alla storia del cinema.[…] Roma sta per iniziare un cammino: solo tra quattro, cinque, sei anni si potrà cominciare a fare un raffronto fra le due rassegne».
Ora la parola, e le immagini, vanno ai film in gara.
E l'inizio è stato, a quanto pare, di ottimo livello.





“THE BLACK DAHLIA”

Cast altisonante, bello a vedersi e a recitare, e senza scadere nell'autocelebrazione, pericolo che corre ogni film che faccia troppo affidamento sugli attori e non sulla sostanza.
Nonostante la pellicola sia apparsa ai più un po' troppo meccanica e programmatica, con il “colore nero” sì presente ma senza lo stile vero e proprio del noir tipico, De Palma è riuscito a fare comunque un film godibilissimo, per dimostrare a se stesso e a tutta Hollywood di essere ancora un regista affidabile, alla critica e al botteghino (visti i flop d'incasso dei suoi ultimi lavori).
La trama.
Colline di Hollywood, 1947. Elizabeth Short, soprannominata Dalia Nera, giovane ragazza con ambizione di attrice, viene trovata uccisa, brutalmente, nella capitale americana del grande schermo. Bucky Bleichert (Josh Hartnett) e Lee Blanchard (Aaron Eckhart), innamorati della stessa donna, la misteriosa Kay Lake (Scarlett Johansson), ex amica di un gangster, si trovano ad indagare e questo sconvolgerà la loro vita futura. L'”arrivo” di Madeleine Sprague (Hilary Swank) con la quale Bucky inizierà una relazione amorosa complicherà ulteriormente le cose (visto che il sospetto che lei sia coinvolta, in qualche modo, nel delitto è più che forte). Corruzione, intreccio, tema del doppio, amore e ossessione, si sono fusi nel calderone del noir per quello che è stato un libro di successo, e che ci si augura, coinvolga anche tanti spettatori.


STORIA SEGRETA DEL CINEMA RUSSO. LE PELLICOLE VISIONATE DA PrimaDaNoi.it .

Piacevole sorpresa la retrospettiva sul cinema russo. Visionata per voi, nel pomeriggio, “Muzykal'naja istoria- Una storia musicale”, di Aleksandr Ivanovskij e Gerbert Rappaport, film (per l'appunto) sovietico del 1940.
Premio Stalin del 1940 in patria, questa pellicola musicale fu realizzata nel periodo di maggiore interesse sovietico per i film di questo genere come operetta russa; la storia è semplice ma d'effetto, e narra la nascita artistica e musicale di una taxista, tra l'amore difficile e pieno di incomprensioni per una giovane in carriera e le difficoltà organizzative e di scelta per arrivare al successo. Visionato nell'originale russo sottotitolato italiano.

Le pellicole in programma per questa retrospettiva:
1. Cirk /Il Circo di Grigorij Aleksandrov, 1936
2. Garmon'/La fisarmonica di Igor Savchenko e Evgenij Sneider, 1934
3. Kubanskie kazaki /I cosacchi di Kuban' di Ivan Pyr'ev, 1950
4. Muzykal'naja istoria / Una storia musicale di Aleksandr Ivanovskij e Gerbert Rappaport, 1940
5. Svetlyj put' /La via luminosa di Grigorij Aleksandrov, 1940
6. V shest' chasov vechera posle vojny /Alle sei di sera dopo la guerra di Ivan Pyr'ev, 1944
7. Vesiolye rebiata /La combriccola allegra di Grigorij Aleksandrov, 1934
8. Vesna / La primavera di Grigorij Aleksandrov, 1947
9. Volga-Volga di Grigorij Aleksandrov, 1938
10. Svinarka i pastukh /La guardiana dei porci e il pastore di Ivan Pyr'ev, 1941
11. Romans o vlyoblionnykh / La romanza degli innamorati di Andrei Konchalovskij, 1974
12. Bogataja nevesta / La fidanzata ricca di Ivan Pyr'ev, 1938
13. Karnaval'naja noc' / La notte di carnevale di El'dar Rjazanov, 1956
14. Nas milyj doktor / Il nostro caro dottore di Shaker Ajmanov, 1956
15. Scedroe leto / Un estate generosa di Boris Barnet, 1950
16. Traktoristy/Trattoristy di Ivan Pyr'ev, 1939
17. Sparite utopajuscego /Salvate chi annega di Pavel Arsenov, 1969
18. Cheriomushki / Rione Cheriomushki di Gerbert Rappaport, 1963



LA PRESENZA DI RUTELLI.

Come accennato nel nostro blog dedicato alla Mostra di Venezia, era presente nel capoluogo veneto il vicepremier Rutelli.
La sua presenza è stata l'occasione, e allo stesso tempo il pretesto, per parlare del dualismo nascente tra Roma e Venezia in tema di cinema e festival. Ma anche, e forse soprattutto viste le ripercussione economico-sociali in ballo, anche per la questione di Porto Marghera: infatti sono cinquemila i posti a rischio nel polo veneto, tutti lavoratori della multinazionale Dow che hanno espresso, attraverso i propri rappresentanti, forte preoccupazione al vicepremier, che in colloqui con il sindaco di Venezia Cacciari  avrebbe garantito l'interesse del governo (soprattutto in termini di salvaguardia dei posti o quantomeno ricollocazione in tempi brevi).

31/08/2006 19.05