Domenica l’assalto dei Turchi a Tollo

Alessandro Biancardi

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Nella prima domenica di agosto, a Tollo, ormai per secolare tradizione, a mezzogiorno in punto, in piazza Umberto I, che nell'antico passato rappresentava per i tollesi il centro storico della cittadina, viene rievocata la battaglia tra turchi e cristiani per celebrare la festa della Madonna del SS. Rosario, festa denominata anche “dei Turchi e della Madonna della Vittoria”.
La rievocazione della battaglia si riallaccia ad eventi storici verificatisi nel XVI secolo. Tollo in quest'epoca era feudo dei baroni Romignani di Chieti ed apparteneva al regno di Napoli.
La cittadina era munita di solide mura e di tre torri, la maggiore delle quali era situata nel punto in cui oggi viene costruita la torre in legno utilizzata per la rievocazione, ed assolveva ad una funzione di avvistamento del territorio a sud del feudo.
La storia degli eventi ci porta nel lontano 1566, quando il terrore si diffuse lungo tutta la costa abruzzese: i turchi tentarono di espugnare la fortezza di Pescara, ma vennero respinti da una nutrita guarnigione spagnola. Il capo della flotta ottomana, il generale Pialì Pascià, ordinò l'invasione del litorale a sud di Pescara poiché in tale territorio non vi erano difese sufficienti per respingere gli attacchi delle forze turche. L'orda saracena mise a ferro e fuoco la città di Francavilla al Mare; si spinse fino ad Ortona, Ripa Teatina e Villamagna saccheggiando, incendiando e lasciando morti dovunque. Appena i turchi scorsero dal fondo della Valle del fiume Foro le mura del castello di Tollo, molti di essi, si spinsero fin sotto le sue mura.
In quel preciso momento, anche per mancanza di dati e notizie precise in merito, la realtà storica si confonde con il mito e la tradizione popolare. L'assalto è rimasto nella memoria della popolazione tollese ed è stata tramandata da padre in figlio. La leggenda vuole che ai saraceni l'impresa apparve subito meno facile del previsto. Essi non riuscirono ad espugnare la rocca a causa delle alte mura e di un buon numero di armigeri cristiani determinati a respingere l'assalto.
Ci furono numerosi attacchi dei turchi, i quali stavano per sopraffare le stremate forze tollesi quando all'improvviso, le campane del paese, miracolosamente, cominciarono a suonare a distesa, mentre, un angelo, in alto sulla torre, apparve indicando con la spada in mano, il luogo ove, in tutta la sua bellezza, si intravedeva la figura della Madonna del Rosario.
A quel punto i turchi si diedero alla fuga, nonostante gli sforzi profusi dal loro comandante per indurli a combattere ancora. I cristiani, vedendo l'immagine della Madonna, depongono le armi e si inginocchiano pregando con le mani in giunte: anche il comandante turco si arrende definitivamente.
La manifestazione della “Battaglia tra Turchi e Cristiani”, è tra le poche nella nostra Regione ad essere considerata “storica” e viene riconosciuta tra le più antiche d'Abruzzo e d'Italia. Per il suo alto profilo storico e per la sua originalità (combattimenti con spade in ferro da parte di 50 figuranti in costume saraceno o cristiano, in un'ora insolita – mezzogiorno d'estate – Piazza Umberto I – 4 fasi di attacco – intervento della figura dell'Angelo da parte di una bambina sulla cima della torre – mezz'ora di rappresentazione) negli ultimi anni ha assunto grandissima rilevanza anche fuori dal nostro territorio ricevendo consensi ovunque, tanto da essere riproposta anche di sera “I Turchi di notte”, anche se non con la stessa intensità, emozione e fascino della domenica, nella settimana successiva per dare la possibilità ai numerosi turisti di potervi assistere.

04/08/2006 14.37