"Operacion Fangio": prima nazionale del film sul pilota

Alessandro Biancardi

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Oggi, mercoledì 26 luglio, alle ore 21.00 presso il Parco Archeologico la Civitella nella sala dove è allestita la mostra “W FANGIO. Il più grande pilota di tutti i tempi”, verrà proiettato in prima nazionale il film Operacion Fangio di Alberto Lecchi, in lingua spagnola.
La pellicola conclude la rassegna cinematografica MercoledìMovie nell'ambito della mostra che chiude i battenti sabato 5 agosto. L'esposizione rientra nell'ambito di Chieti7Più progetto pluriennale della Provincia di Chieti che coniuga cultura e sport, come tappe di avvicinamento agli Europei di basket femminile under 18 appena iniziato, agli Europei di Basket Femminile del 2007 ed ai Giochi del Mediterraneo del 2009.
La rassegna cinematografica è stata curata dai Premi Flaiano e dall'associazione Scrittura e Immagine, presiedute da Edoardo Tiboni.

La Trama.

Il pilota dai nervi d'acciaio anche in quel febbraio del 1958 si dimostrò di una tempra speciale. Operation Fangio di Alberto Lecchi racconta il sequestro di persona di cui fu vittima il cinque volte campione del mondo di Formula 1 a Cuba quando era ormai sul viale del tramonto, deciso a lasciare il mondo delle corse.
Anche nel corso di questa disavventura l'argentino di origine abruzzese si dimostrò una persona speciale, insondabile. legò con i sequestratori e anzi con uno di loro rimase in corrispondenza epistolare fino alla fine dei suoi giorni. Il grande pilota argentino è interpretato da Dario Grandinetti, che nel 2004 ha recitato nel film di Sergio Rubini, L'Amore ritorna.
Poche ore prima della partenza del secondo Gran Premio di Cuba domenica 23 febbraio Juan manuel Fangio il miglior corridore del mondo venne sequestrato dal Movimento 26 di Luglio comandato da Fidel Castro dalla Sierra Maestra.
La scena avvenne in un corridoio dell'hotel Lincoln all'Avana quando un militante del Movimento 26 di Luglio interruppe le chiacchiere del campione con i suoi meccanici. Il rivoluzionario gli disse di seguirlo sino alla strada dove li aspettava un'automobile. Fangio era stato invitato a partecipare alla gara, che faceva parte delle manifestazioni sportive programmate dal governo cubano per migliorare l'immagine del dittatore Fulgencio Batista che in quei giorni stava affrontando la peggior crisi di tutti i suoi anni di potere.
Con quella pistola puntata, senza violenza, ma con fermezza, il campione venne condotto sino all'angolo dove lo fecero entrare in un'automobile: una Plymouth nera. Fangio si accucciò sul pavimento dell'auto. In quel momento cominciò a convincersi che si trattava davvero di un sequestro.
Di quella notte Fangio ricorderà anni dopo le mille domande e le scuse che gli presentarono. Poche ore dopo il sequestro la notizia occupava i titoli dei principali giornali e delle riviste d'America e d'Europa. A 27 ore dal sequestro Fangio, sano e salvo, si trovava con le autorità dell'argentina accreditate all'Avana. Una volta libero sottolineò, parlando con i giornalisti che i sequestratori lo avevano trattato molto bene. Il Movimento 26 di Luglio aveva raggiunto il suo obiettivo e Fangio vide incrementarsi la sua popolarità.


25/07/2006 15.13