W Fangio: arriva la Lancia D 24

Alessandro Biancardi

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CHIETI. La prima serie di eventi programmati nel contesto della mostra “W FANGIO. Il più grande pilota di tutti i tempi” si è conclusa con un folto raduno di preziose auto d’epoca che ha rievocato il Circuito della Colonnetta e si è concluso sul tracciato del Gran Criterium delle Vetturette.

CHIETI. La prima serie di eventi programmati nel contesto della mostra “W FANGIO. Il più grande pilota di tutti i tempi” si è conclusa con un folto raduno di preziose auto d'epoca che ha rievocato il Circuito della Colonnetta e si è concluso sul tracciato del Gran Criterium delle Vetturette.

Nel contempo si è avviato il primo avvicendamento di vetture nella mostra di monoposto di F.1, rassegna di altissimo valore storico che propone il meglio della produzione delle macchine da Gran Premio.
«Si è infatti conclusa», spiegano gli organizzatori, «l'esposizione della Maserati 250/F ultimo step con la quale l'asso argentino originario di Castiglione Messer Marino si aggiudicò nel 1958 il suo quinto titolo iridato. Da questo fine settimana la filante monoposto del tridente cederà la posizione d'onore nell'attrezzato salone espositivo del Museo Archeologico de la Civitella per fare posto ad un'altra autentica rarità nel panorama delle vetture sportive di rilevanza storica».

Vedette di turno sarà la Lancia D/24, biposto Sport con la quale Juan Manuel Fangio corse e vinse nel 1953 la 4ª Carrera Panamericana di 3077 chilometri.
La vettura torinese, che ha calcato la scena sportiva per brevissimo tempo, comunque vanta una mole di risultati ottenuti per la guida di Alberto Ascari, Juan Manuel Fangio, Eugenio Castellotti, Gigi Villoresi, Piero Taruffi e Felice Bonetto. Ha infatti firmato, fra le più significative, gare come la 1000 Chilometri del Nurburgring, la 21ª Mille Miglia, la 38ª Targa Florio, il G.P. Supercortemaggiore, la 12 Ore di Sebring, il Giro di Sicilia, la Coppa della Toscana oltre alle più classiche cronoscalate nazionali.
Le caratteristiche salienti della vettura, firmata dal progettista Ettore Zaccone Mina, si concretizzano per il telaio tubolare a traliccio, motore anteriore a V di 60°, cilindrata 3102cc., potenza 230 HP a 6200 g/m, 4 alberi a camme in testa, doppia accensione, cambio in blocco con frizione e differenziale, ponte De Dion, sospensione anteriore indipendente, posteriore semi indipendente tipo De Dion, freni a tamburo, serbatoio carburante da 200 litri, velocità massima 240 chilometri orari. Nel panorama delle vetture Sport in campo nella prima metà degli anni Cinquanta, la Lancia D/24 ha rappresentato la realizzazione tecnicamente più innovativa ed avanzata per le soluzioni motoristiche e telaistiche adottate.
Unico esemplare salvato dalla distruzione, la vettura è custodita presso il Museo dell'Automobile Carlo Biscaretti di Ruffia, a Torino e proviene da Viterbo dov'è stata esposta nel Museo Piero Taruffi in una esposizione dedicata al ricordo del campione romano.

Oggi, mercoledì 12 luglio, alle ore 21 nella sala espositiva, presso il Parco Archeologico la Civitella, saranno proiettati i seguenti film:

2 Fast and 2 Furious, USA 2001 Azione, regia di Rob Cohen

Christine la macchina Infernale, USA 1983 Thriller, regia di John Carpenter


12/07/2006 9.55