Premi Flaiano, le star di cinema e letteratura ieri a Pescara

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

3186

Premi Flaiano, le star di cinema e letteratura ieri a Pescara
Con la consueta sfilata di personaggi si è conclusa anche la edizione numero 33 del Flaiano Film Festival che quest’anno ha dovuto fare i conti con Mondiali e ristrettezze economiche. Al Teatro d'Annunzio la premiazione e l'arrivederci ad una prossima edizione con l'augurio degli organizzatori di poter contare su contributi più generosi.   IL RACCONTO FOTOGRAFICO
Per i primi, pare, non ci sia stato un sensibile calo di affluenza di pubblico durante la mostra cinematografica; ben più grave il secondo aspetto per il quale il patron Edoardo Tiboni né ha fatto un tormentone che finora ha strappato solo qualche timida promessa da alcune istituzioni.
A scandire i ritmi
della serata al teatro D'Annunzio il rodato Andrea Vianello e la pescarese Arianna Ciampoli, presentatrice di “Cominciamo Bene” di Rai Tre.
I due hanno dovuto fare i conti con qualche critica, nemmeno troppo velata sulla “verve” dello spettacolo, e i “disturbatori” della vicina festa della Cgil a pochi metri dal teatro che si è trasforma in tormentone. Attori, e artisti non hanno risparmiato battute per l'evento in contemporanea che spesso sovrastava l'audio del teatro (ancora una volta due eventi male coordinati).

Poi la sfilata dei tanti premiati.

Come miglior interprete femminile televisiva è stata premiata Chiara Salerno, per il suo ruolo di ispettrice Veneziani de La squadra, la fiction di Rai Tre.
L'attrice, figlia d'arte, (madre Valeria Valeri, padre Enrico Maria Salerno) ammette la riconoscenza per un premio ricevuto per un lavoro che si è dimostrato negli anni «una grande palestra: ritmi forsennati» ed ha condiviso il pegaso d'oro con tutti quelli con cui ho lavorato in questi mesi. Del padre ammette di aver preso soprattutto «il senso del dovere».

Il premio come miglior personaggio tv, assegnato per i voti del sondaggio della Repubblica, è andato a Fiorello, non presente però a Pescara.
Il presentatore è intervenuto nel corso del programma con un filmato registrato «nei giardinetti di una clinica», «mia figlia Angelica è appena nata e non potevo lasciarla». Fiorello inoltre non nasconde l'imbarazzo per un premio che è un po' «un paradosso».
«Ricevo un premio come personaggio tv in un periodo in cui il pubblico mi ha visto ben poco… sapete, faccio la radio».

Per l'interpretazione teatrale femminile Isabella Ferrari in scena con “Due partite'” di Cristina Comencini.
«E' un premio totalmente inaspettato», ammette l'attrice, «il teatro è un grande amore
tutto da scoprire ma mi reputo ancora agli inizi».

Grande rivelazione dell'anno il film tedesco “Il grande silenzio”, campione di incassi in Germania che ha ottenuto anche in Italia un «successo inaspettato», come ha ammesso ieri sera anche il regista Philip Gröning (che sfoggia un perfetto italiano).
«E' difficile e strano», ammette il regista, «ricevere un premio per un film che racconta un mondo senza media».
E inevitabilmente il pensiero corre anche all'incontro di calcio domani sera Italia Germania: Gröning ammette candidamente «martedi farò una grande festa».

Il premio della giuria popolare è andato va al film “ La terra” di Sergio Rubini il cui premio è stato consegnato proprio al regista che ha ammesso: «Ho sempre vissuto con invidia i racconti di amici e colleghi che mi dicevano di essere stati a Pescara per ricevere il premio Flaiano. Me lo aveva detto Fabrizio Bentivoglio e, ieri sera, lo avevo annunciato a Gabriele Salvatores, a cena a casa mia. Mi ha detto che anche lui ne aveva preso uno. Stasera poi ho capito che lo danno anche due volte. Sono molto contento», ha aggiunto Rubini, «anche perché state reggendo una serata molto lunga», ha detto ai presentatori, «molto bravi, meritereste un premio Flaiano anche voi».

Rubini ha raccontato di essere andato via a 18 anni dalla Puglia, con l'augurio di non tornarci più, per formarsi altrove.
«Subito dopo», ha raccontato, «mi sono accorto che non potevo prescindere da quel luogo, che mi portavo dentro di me e così la Puglia è diventato un luogo della memoria, un momento ed una parte di me. Non potrei tornare fisicamente nella mia terra perché non sarei quello che ero e per paura di perdere quello che sono diventato. Inoltre quella terra che ricordo non esiste più… Ecco, il mio film è soprattutto questo: il racconto di un ritorno doloroso».

Kim Rossi Stuart, il più atteso è stato premiato per “Anche libero va bene” che ha riscosso ovunque i consensi della critica pur essendo il suo debutto alla regia.
Stuart ha raccontato come in realtà il film avrebbe dovuto farlo Sergio Rubini, che ha rinunciato all'ultimo momento.
«Ho imparato a convivere con le emergenze», ha detto Stuart, «ma con Sergio ci parliamo ancora. Desideravo fare il regista da tantissimo: ho iniziato a fare l'attore a 12 anni ma a 17 mi sarebbe già piaciuto girare il mio film».
Kim, osannato dalle fans al teatro, è stato assediato ed ha firmato con spontanea generosità ogni pezzo di carta che gli veniva sottoposto.
Timido, schivo ma sorridente ha raccontato come da bambino sognava di fare «lo 007 o il muratore».
Ha raccontato come in questo film abbia messo molte delle sue sensazioni ed esperienze vissute in prima persona anche se non è un film autobiografico.
«E' un attore di grande talento e di questo lo ringrazio molto e gli dedico tutti i premi che riceverà questo film» ha detto poi Kim parlando della rivelazione Alessandro Morace, miglior attore esordiente, 12 anni, protagonista assoluto del film.
«E' stata un a lavorazione lunga e faticosa», ha raccontato, «sul set ero accompagnato sempre da mamma e papà e poi nei fine settimana mi toccava studiare».
Non si è montato la testa e non sa dire se il suo futuro sarà davanti una macchina da presa per ora «penso a studiare poi si vedrà». Scelto fra oltre mille ragazzi per i quali Stuart ha fatto veri e propri provini nelle scuole… poi la scelta che si è rivelata vincente.

Per i premi letterari il grande Antonio Skarmeta, cileno di origine dalmata che ha parlato bene di Pescara che aveva immaginato in una sua novella. L'autore de “Il postino di Neruda” ha detto di essere «un uomo con i piedi saldamente posati sulle nuvole», mutuando un celebre aforisma di Flaiano e poi ricordando Massimo Troisi che dal suo romanzo ha tratto un indimenticabile e commovente film di congedo ha detto «Massimo è il mio angelo custode, lo ricordo sempre con tanta tenerezza. Da subito mi ha colpito la sua sensibilità e la sua fragilità sul set».

Infine, Enzo Iacchetti, premiato per “The producers”.
«Lo spettacolo è andato benissimo, un grande successo, il miglior spettacolo che abbia fatto… però un giorno ci hanno detto: “bravi, siete licenziati”. E' un vero peccato perché ci lavorava moltissima gente. Non mi preoccupo per me che sono ricco di famiglia», ha scherzato, «ma per quelli che beccavano 34 euro netti a serata. Penso che il teatro sia un bel modo per guadagnarsi da vivere ma se non c'è la tv non puoi mantenere il tenore di vita delle persone che ti stano intorno».
Ovvio ma sentito l'appello per sostenere la Cultura nel nostro paese ed in molti hanno ricordato le difficoltà per produrre film o spettacoli teatrali che spesso non ricevono contributi o sovvenzioni.

03/07/2006 8.39