Il Risorgimento abruzzese: parte da Teramo un progetto di ricerca

Alessandro Biancardi

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Un seminario di studi dal titolo Per la storia del Risorgimento abruzzese, si svolgerà venerdì 23 giugno, alle ore 10,30, nella Sala delle lauree della Facoltà di Scienze politiche.
Il seminario di Teramo – che sostanzialmente riguarderà la messa a punto storiografica - è il primo di un progetto di ricerca, di durata biennale, che prevede il secondo appuntamento a Pescara, di carattere metodologico, e il terzo a carattere nazionale in cui si presenteranno i risultati delle ricerche.
La Ricerca è promossa dal Dipartimento di Storia e critica della politica dell'Università degli Studi di Teramo, d'intesa con il Dipartimento di Economia e storia del territorio dell'Università degli Studi “G. D'Annunzio” Chieti-Pescara, con il Dipartimento di Scienze giuridiche dell'Università di Roma “La Sapienza”, con il Dipartimento di Scienze economiche e sociali dell'Università del Molise e con il patrocinio dell'Istituto per la Storia del Risorgimento Italiano.

Organizzato dal Dipartimento di Storia e critica della politica – con la partecipazione di Collurania, Associazione culturale della Città di Teramo – il seminario di venerdì si aprirà con l'introduzione di Adolfo Pepe preside della Facoltà di Scienze politiche e proseguirà con gli interventi di Giuseppe Talamo, presidente dell'Istituto per la Storia del risorgimento italiano, di Sergio La Salvia (Università Roma tre), Paola Pierucci (Università “G. D'Annunzio” di Chieti-Pescara) e di Luigi Ponziani, direttore della biblioteca “Melchiorre Delfico” di Teramo.
Dopo i lavori del mattino seguirà, alle ore 17.00, un dibattito moderato da Vincenzo Cerulli Irelli (Università di Roma “La Sapienza”) al quale interverranno numerosi docenti dell'Ateneo insieme a studiosi e rappresentanti di istituzioni della città.
Concluderà i lavori Francesco Bonini, direttore del Dipartimento di Storia e critica della politica.

«La storiografia risorgimentale – commenta Bonini – sta vivendo in questi anni una profonda revisione, non per negare il processo che portò all'unificazione dell'Italia ma per porre nuove domande».
«L'articolazione di nuovi punti di vista – aggiunge – sta ponendo alcuni elementi di novità, tra cui l'analisi e lo studio delle realtà locali che si rivelano emblematiche per evidenziare fenomeni che rischiano altrimenti di rimanere ignoti, introducendo originali elementi di analisi e linee interpretative che possono andare bel al di là della realtà locale».
«Il territorio teramano – prosegue Bonini – da questo punto di vista si presta bene a questa ipotesi di studio. Confine settentrionale del Regno di Napoli, poi regno delle due Sicilie, questo territorio era continuamente attraversato da uomini e da idee, costituendo un importante anello di congiunzione tra il sud e il nord della penisola, quindi tra realtà profondamente disomogenee. Studiare il processo risorgimentale attraverso l'analisi delle vicende dell'antica provincia dell'Abruzzo Ulteriore I e dei suoi maggiori centri – conclude Bonini – significa comprendere meglio la storia e l'evoluzione di questa parte del territorio abruzzese ma significa anche, scrivere una pagina importante della storia del risorgimento italiano».

22/06/2006 9.46