Al Flaiano stasera Kim Rossi Stuart con ‘Anche libero va bene’

Alessandro Biancardi

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Terza giornata per il Flaiano Film Festival che mercoledì 21 giugno al Cinema Massimo propone in Sala 1 alle ore 20,45 per il concorso l'esordio alla regia di Kim Rossi Stuart, “Anche libero va bene”: Tommi ha undici anni e vive con il padre Renato e la sorella Viola. Renato non perde occasione per cercare di forgiare il figlio ad affrontare le avversità e le sfide che la vita presenta ogni giorno, mentre Viola non perde occasione per fargli scherzi e dispetti ma, nonostante tutto, i tre riescono a condurre un'esistenza tranquilla con momenti di puro divertimento e serenità. Tutto ciò dura solo fino al ritorno di Stefania, la mamma dei due ragazzi, una donna dal carattere instabile che ha abbandonato più volte la famiglia... Un film duro, doloroso ed estremamente vero. Un esordio folgorante come pochi che raramente capita di trovare nel nostro cinema.

Alle ore 18,45 con replica alle ore 22,45 “Viaggio alla Mecca” del marocchino Ismael Ferroukhi: Mustapha, emigrato a Marsiglia anni orsono e oggi deciso, prima che sia troppo tardi, a ricongiungersi con il suo Dio chiede, senza possibilità di rifiuto, al figlio adolescente Réda di accompagnarlo. Insieme, con una macchina riarrangiata attraversano l'Italia, l'ex Jugoslavia, la Bulgaria, la Turchia per approdare infine in Arabia Saudita.

In Sala 2 alle ore 18,00 per Scrittura e Immagine la recente rilettura del romanzo di Jane Austen “Orgoglio e pregiudizio” a firma di Joe Wright ed interpretato da Keira Knigtley: il sig. Bennett vive nella sua bella casa nell'Hartfordshire con la severa moglie e le loro cinque figlie: la bella Jane, Elizabeth, molto intelligente, Mary, assai studiosa, l'immatura Kitty e la selvaggia Lydia. La vita scorre tranquilla e serena fino alla morte del sig. Bennett, quando la casa viene ereditata da un
lontano cugino, mai conosciuto, e per ognuna delle ragazze l'unico modo per assicurarsi un futuro è quella di realizzare un buon matrimonio. L'occasione sembra arrivare quando un facoltoso scapolo, il sig. Bingley, prende in affitto una villa accanto alla casa dei Bennett e porta con sé alcuni eleganti e sofisticati amici tra cui il misterioso sig. Darcy...

Alle ore 20,15, dal musical di Mel Brooks, il recente “The Producers” di Susan Stroman con Mattew Broderick, Nathan Lane: a Broadway, Max Bialystock è un ex-produttore teatrale di successo caduto da tempo in disgrazia. Un giorno riceve la visita di Leo Bloom, un timido ragioniere che deve riempire i libri contabili e che gli fa notare come una persona disonesta, messa nel contesto giusto, potrebbe guadagnare più soldi producendo un flop che non un grande successo. Immediatamente Bialystock comprende che l'idea potrebbe essere giusta e cerca di convincere Bloom a studiare un piano per mettere in scena uno spettacolo dall'insuccesso assicurato e poi fuggire con i soldi stanziati dagli ignari investitori. Bloom, inizialmente riluttante, quando capisce che l'occasione è ghiotta per migliorare il suo stile di vita, decide di accettare. La scelta cade sul copione "La primavera di Hitler" scritto da Franz Liebken, un criminale nazista riparato negli Stati Uniti. Scritturano poi lo stravagante regista Roger DeBris, completamente privo di talento, e Ulla, una bomba sexy svedese dal cognome pieno di consonanti, che oltre a far parte del corpo di ballo, viene impiegata come segretaria centralinista. Il ruolo del protagonista viene assegnato allo stesso Liebken che però si infortuna poco prima di andare in scena e viene così sostituito da DeBris. Alla prima, lo spettacolo invece di essere un flop riscuote un successo sensazionale che mette in crisi i soci in affari...

Alle ore 22,45 “L'uomo che amava le donne” di Francois Truffaut: Bertrand Morane, impeccabile ingegnere di Montpellier, quando stacca alla sera diviene irreperibile per tutti coloro che lo conoscono professionalmente o che, in un certo senso, gli sono amici. Infatti, le sue sere sono dedicate alle donne per le quali ha una insopprimibile attrattiva. Se lo colpiscono, egli le segue; inventa scuse per avvicinarle e per stare con loro. La sua collezione è interminabile: Delphine, Hèlène, Martine, Bernadette, Fabienne, Denise, Nicole, Uta, Liliane, Juliette, Vera...
Eppure non è nè un play-boy, ne un casanova o un dongiovanni. Un giorno, quasi per parlare con se stesso, fissa le sue memorie in uno scritto che qualcuno gli consiglia di far pubblicare. Un editore, grazie alle intuizioni della acuta Geneviève, accetta l'impresa. Bertrand non conosce ancora il volto di Aurora, la telefonista che lo chiama ogni mattina e che più di ogni altra è penetrata nei suoi segreti, quando una sera, alla vigilia del Natale '76, distratto da una donna, attraversa maldestramente la strada e viene investito. La serie delle "sue donne" sfila accanto alla tomba ancora aperta.

In Sala 3 alle ore 18,45 “Il cappello a tre punte” di Mario Camerini: a Napoli durante la dominazione spagnola il governatore si infatua di una bella mugnaia e fa incarcerare il marito di lei. Ma scatta la vendetta con sorpresa finale.
Si prosegue alle ore 20,45 con un noir coreano, “Lady Vendetta” di Park Chan-wook: Geum-ja, una bellissima ventenne che non può fare a meno di attrarre l'attenzione di ogni uomo che incontra, viene incolpata ingiustamente del rapimento e dell'assassinio di un bambino, diventando il polo d'attrazione dei media che ne seguono senza sosta le vicende processuali. Condannata a tredici anni di prigione, li sconta trasformandosi in una detenuta modello e guadagnandosi così l'appellativo di "dolce" Geum-ja. Ma la sua non è che una copertura: durante gli anni trascorsi tra le mura del carcere non ha fatto che aspettare il momento della vendetta nei confronti del suo insegnante, il signor Baek. Cosa è successo realmente tredici anni prima e quale dilemma l'attanaglia ora?
Infine alle ore 22,45 cinema messicano con “La mujer de Benjamin” di Carlos Carrera: Natividad, una diciassettenne messicana, cresciuta in un villaggio arretrato e chiuso, rifiuta la monotonia e le consuetudini. Tende ad evadere e a cercare orizzonti più liberi, a cominciare dalle fughe notturne e dagli amoretti maliziosi con un giovane camionista, per sottrarsi ai soliti litigi con
una madre frustrata e oppressiva, divisa fra un rituale che simula rimpianto per il marito defunto, e l'attrazione mascherata di devozione - per il giovane parroco, di cui varie donne del villaggio, come lei insoddisfatte, appaiono infatuate. Miraggio di Natividad è la vicina città, in cui si illude probabilmente di poter vivere al di fuori degli schemi ripetitivi del luogo d'origine. Benjamin, un grasso cinquantenne indolente e rozzo, dominato da una sorella maggiore dispotica, l'ha adocchiata e la vorrebbe in moglie, ma è troppo maldestro e primitivo per riuscire a ottenerla con un corteggiamento adatto. Alcuni suoi coetanei viziosi e bevitori gli consigliano di rapirla, perchè in conformità dei pregiudizi radicati nel villaggio è l'unico modo per "aggiudicarsela".


21/06/2006 9.16