Detenuti-attori raccontano la vita vissuta nel carcere di San Donato in un corto

Alessandro Biancardi

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PESCARA. Sarà proiettato domani, in anteprima a Pescara, venerdì 26 maggio, alle 18.30, il cortometraggio “Cantieri”: è un progetto culturale realizzato dalla Scuola Edile di Pescara, in collaborazione con la Casa circondariale di Pescara e con il sostegno dell’Assessorato alla cultura del Comune per il reinserimento di detenuti ammessi al lavoro esterno. OLTRE LE MURA DOSSIER CARCERI

Il cortometraggio “Cantieri” è nato da un progetto della Scuola Edile di Pescara per documentare un programma che mira al reinserimento dei detenuti nella società. La durata del “corto” è di 26 minuti ed è diretto dal regista Maurizio Fiume. Mentre il produttore è Claudio Angelozzi.
«Due anni fa», raccontano gli organizzatori, «sette detenuti ammessi al lavoro esterno hanno frequentato un corso di formazione presso la scuola edile. Al termine del quale, cinque di essi, sono stati assunti da imprese edili del territorio. E' nata, così, l'idea, da parte della Scuola Edile, di documentare questa formula, che nei fatti si è dimostrata efficace, attraverso la realizzazione di un cortometraggio nel quale i protagonisti sono i detenuti. Il lavoro rimargina le ferite del passato e dà dignità a chi ha sbagliato. L'edilizia è il campo di prova; non solo per i detenuti ma anche per gli imprenditori edili che sfidando la comprensibile diffidenza verso chi si è macchiato di reati».
Il film ricostruisce non solo la quotidianità di un detenuto ma soprattutto scava nei sogni, negli stati d'animo e nelle aspirazioni di chi vuole ricostruirsi un futuro.
«L'edilizia, un mondo con tante contraddizioni e difficoltà – dichiara Paolo Di Cintio, presidente della Scuola Edile e imprenditore di professione – è stato per tanti anni considerato un settore di basso profilo e poco attento al sociale, con questo documentario intendiamo ribaltare nei fatti l'opinione comune, il nostro è un mestiere di grande valore e che richiede professionalità e sappiamo investire e dare opportunità a tutti coloro che si avvicinano con passione e cercano un futuro».
Il film è frutto di una collaborazione tra il carcere di Pescara e la Scuola Edile pescarese: «Abbiamo trovato un partner qualificato – dichiara Sergio Romice direttore della Casa Circondariale di Pescara – con il quale abbiamo realizzato un percorso basato prevalentemente sul lavoro, sulla formazione e sull'educazione al lavoro. Il progetto ha inteso raggiungere l'obiettivo di fare della pena un effettivo strumento di orientamento del condannato alla condivisione dei veri valori dell'esistenza».
Il percorso seguito da questi ragazzi si è articolato attraverso momenti di corso “teorico-pratici”, così definiti dalla direzione della Scuola Edile: «Impegnato nella formazione per il lavoro da diversi anni – dichiara Vittorio Gervasi direttore della Scuola Edile di Pescara – ho riscontrato anche in questa esperienza di grande spessore umano e di forte valenza sociale che aiutare un giovane a scoprire i suoi talenti ed a nutrire fiducia nelle sue potenzialità orientandole verso un sano progetto di vita è la migliore medicina contro ogni forma di disagio e di devianza. Abbiamo voluto dare una “risposta costruttiva” ai problemi dei detenuti di San Donato, ricostruirsi un futuro in edilizia è possibile attraverso la nostra scuola che promuove un progetto di formazione integrale della persona: trasferiamo competenze professionali e curiamo lo sviluppo della qualità umane degli allievi». Al progetto non è mancato il sostegno delle istituzioni come l'Assessorato alla Cultura del Comune di Pescara. «Sono particolarmente grato a tutti coloro che hanno reso possibile questa iniziativa – dichiara Adelchi De Collibus, assessore alla Cultura ed alle Politiche giovanili del Comune di Pescara – per la quale abbiamo avuto grande attenzione fin dagli inizi. Mi piace particolarmente sottolineare il senso ed il valore profondo di questa iniziativa che evidenzia una visione progettuale distesa, modulata nel tempo, pensata con autenticità, tenacia e fortemente ancorata ad una alta concezione dei rapporti umani».
Venerdì prossimo il film sarà presentato ad un numero limitato di persone ma l'obiettivo è inserirlo in un circuito molto più ampio: sarà, difatti, al centro di un progetto di educazione alla legalità rivolto ai giovani nella certezza che i benefici ed effetti sociali della cinematografia non mancheranno di suscitare interessanti dibattiti sul tema.

25/05/2006 9.05