Teatro in lingua della compagnia universitaria da stasera

Alessandro Biancardi

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Inizia oggi martedì 23 maggio la rassegna di spettacoli in lingua originale dei Merry Devils Group of Players, la compagnia teatrale universitaria partorita nel 1994 da un corso di Letteratura Inglese dell'Università di Chieti-Pescara “Gabriele d'Annunzio” e accorpatasi di fresco all'associazione A.s.s.u. (Accoglienza Studenti Stranieri Universitari).
Grazie alla Fondazione Pescarabruzzo, alla casa editrice M&Nservice e alla libreria Campus di Pescara, i Merry Devils sono tornati sul palco dopo un anno di pausa forzata. L'undicesima rassegna teatrale sarà ospitata dal teatro Sant'Andrea e sarà costituita da quattro serate ad ingresso libero, all'insegna di cinque lingue europee. Sipario alzato alle 21.

Questa sera sarà la lingua spagnola ad aprire le danze, con “El Pepenador” di Vivian Blumenthal, un'opera buffa messa in scena dal regista Alessandro Petrini.
«El Pepenador . commenta il regista - diverte sia i grandi che i più piccoli senza mettere in secondo piano una questione importante: il mondo nel quale viviamo tutti i giorni va rispettato. Due termini descrivono alla perfezione quest'opera: magia e riciclaggio. Continuiamo quindi a stupirci, mettiamoci nei panni dei due bimbi pestiferi, Talia e Oscar, che nella loro innocenza riescono a vedere in una casa fatta d'immondizia riciclata, un piccolo paradiso.»

Mercoledì 24 sarà la volta del tedesco con “Johanna D'Arc”, liberamente tratta, dal regista “storico” dei MD Paolo Verlengia, dalla “Jungfrau von Orleans” di Friederich Schiller.
«Schiller – spiega Paolo Verlengia – scrisse Die Jungfrau von Olréans nell'intento di riabilitare la figura storica di Giovanna d'Arco dal giudizio minimizzante degli Illuministi. Ad esempio, la Giovanna schilleriana non muore sul rogo, non subisce uno sfibrate processo, bensì cade in battaglia, come si addice agli eroi del cinema di guerra. Schiller la umanizza e 'femminilizza', soprattutto, facendone oggetto e forse anche soggetto di attrazione nei confronti del mondo maschile dei guerrieri e dei regnanti. Ho deciso di dare corpo a quattro stadi evolutivi e distinti della parabola della Giovanna schilleriana: la profetessa, la guerriera, la donna, la martire.»

Mercoledì 31 toccherà alla lingua francese (“Et si on parlait de…” di Léa Ledion, regia di Livia De Leoni), preceduta dal mini-concerto del gruppo emergente abruzzese Whispering Lights. Gran finale mercoledì 7 giugno con un doppio appuntamento: lingua inglese con “Dreaming Godot” (regia di Emiliano Torresi) e italiana, con “On” (liberamente tratto dal romanzo “No” di Diego Cugia dalle S³-Esseallaterza)

23/05/2006 8.29