Presentata a Nocciano una collettiva sul panorama artistico pescarese

Alessandro Biancardi

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Silvana Abruzzese, Gabriella Albertini, Gabriella Capodiferro, Mandra Cerrone, Stefania Di Bussolo, Cecilia Falasca, Luigia Maggiore, Arabella Morelli, Silvia Pennese, Gelsomina Rasetta e Anna Seccia sono le 11 artiste in mostra al “Museo delle Arti” presso il castello medievale del caratteristico comune pescarese.
L'evento, presentato nel week-end scorso, trova il suo mattatore nell'artista e critico d'arte, Ciro Canale il quale, pone ai visitatori della mostra, una singolare domanda: «L'opera d'arte come atto d'amore?».
Spesso, in occasioni come queste, accade di trovarsi di fronte a delle opere e subirle passivamente mentre, in questo caso, il curatore ha voluto che l'osservatore si ponesse in maniera attiva di fronte a ciò che andava a scoprire.
Non neghiamo, però, che la domanda mette un po' in difficoltà chi non è propriamente un operatore dell'arte o un semplice appassionato.
Ciro Canale, allora, sceglie di venirci incontro e ci spiega il perché di una simile scelta.
«Ogni opera è solo il segmento di un filo – dichiara il critico pescarese – di un percorso personale estremamente soggettivo. Ogni soggetto artistico diventa il risultato di un gesto d'amore, che è l'atto creativo. Chi sente l'attività artistica corrispondere veramente alla propria persona – ha affermato Canale – e, nelle sue mani e nella mente, sente spontaneamente un'abilità, come una propensione, sente anche prepotente l'esigenza di manifestare ed esprimere. Solo cosi si può facilmente comprendere – ha concluso lo scrittore abruzzese – come mai l'opera d'arte diviene, nelle condizioni di creazione, un atto d'amore poiché legata intimamente alla vita dell'artista».
La mostra ad ingresso libero, deve la sua realizzazione, anche grazie al lavoro e ai sacrifici del Direttore del “Museo delle Arti”, Anna Maria Marcucci la quale, giorno dopo giorno combatte contro le tante difficoltà che s'incontrano nell'essere responsabile di uno spazio culturale, come quello di Nocciano, sito in un'area geograficamente infelice e poco fertile ad iniziative di questo tipo. La mostra rimarrà aperta fino al 30 aprile dalle 17.30 alle 20.00 escluso il mercoledì, il giovedì e il venerdì.
Ivan D'Alberto 26/04/2006 8.54