Teatro. "Mille papaveri rossi" il dramma della Grande Guerra ad Ortona

Alessandro Biancardi

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Nell'autunno del 1943 la grande Storia, quella con la S maiuscola, giunse nella città di Ortona incontrando quella "minore" fatta dei piccoli eventi quotidianamente vissuti dai suoi abitanti. La guerra portò via tante vite, sconvolse la serena esistenza della piccola città dell'Adriatico e costrinse i suoi abitanti a ricominciare da capo con quel poco che si poté salvare o nascondere.
E' in questo scenario che si articola "Milla papaveri rossi" del regista ortonese Antonio Tucci presentata dalla compagnia Teatro del Krak che il 26 aprile sarà di sena alle 22 al Florian Espace di Pescara all'interno della rassegna "Primo Tempo".
«Ci siamo avvalsi delle voci, delle parole, delle immagini », racconta Tucci, «abbiamo indagato sui silenzi e sugli oblii delle storie personali della guerra e del tempo di guerra per trovare un luogo di relazione, di dialogo e di partecipazione che superi il semplice coinvolgimento emotivo per costruire un'identità collettiva della memoria. Tentare di dare un senso alla storia insegnata, riannodare quel filo passato, presente, futuro. La consapevolezza è il punto di partenza per il ricordo e per andare avanti. Escludendo una metodologia di tipo storicistico ci prefiggiamo di guardare alla Storia attraverso le "storie" raccontate dai singoli: Esterina, testimone della battaglia di Ortona; Giuseppe, ortonese prigioniero nei campi di detenzione in Germania; James, Mitch e Yann, soldati canadesi sul fronte italiano e Renata, partigiana emiliana ».
Quindi la storia come memoria, testimonianza che si fa narrazione. Il teatro diventa così uno dei linguaggi possibili.
Sarà un racconto della Città alla Città. Scaglie, frammenti che emergono attraverso monologhi, dialoghi, onde di parole che vanno a costituire la memoria della tragedia.
Lo spettacolo si basa sulle testimonianze di Esterina Jarlori e Giuseppe Tucci di Ortona e di Renata Rubini di Baricella (Bo). Le storie di James, Mitch e Yann, soldati canadesi, sono tratte dal libro “In action” di James Quayle. Altre informazioni provengono da “Ortona: guerra e dopoguerra” di Adriano di Luzio e “1943: la via per Ortona” di Saverio Di Tullio.
24/05/2006 9.14