Quando arte e spazio entrano in simbiosi per determinare piacere

Alessandro Biancardi

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SPOLTORE. Ultimi giorni per la mostra “Oro” di Spoltore. Mandra Cerrone e Silvia Pennese artiste sciamane innamorate del simbolo
Come spesso accade le cose più importanti passano inosservate e, il più delle volte, a deciderlo sono le banconote dentro un portafoglio. Quando alle spalle, infatti, non c'è una struttura come un ente, un'azienda o un importante associazione diventa sempre più difficile pubblicizzare e catalizzare l'attenzione su un evento rispetto ad un altro.
Questa volta a pagarne le conseguenze è stata una mostra realizzata a Spoltore presso l'Area E-Spo, organizzata dall'Associazione culturale “I colori del territorio” che si chiuderà il 14 di questo mese.
La manifestazione intitolata “Oro” è passata un po' in sordina ma ha tutte le caratteristiche per essere ricordata come un importante evento culturale. Protagoniste della rassegna le artiste sciamane, Mandra Cerrone e Silvia Pennese le quali, stimolate dal luogo in cui si sono trovate ad operare, hanno realizzato un clima ideale per chi è alla ricerca del piacere e della serenità.
L'ambiente espositivo, infatti, è un caratteristico fondaco del centro storico del comune pescarese, composto da piccoli ambienti consecutivi posti su livelli differenti. Luce artificiale, video proiezioni e musiche di sottofondo ricreano una dimensione onirica collocata tra rito e sogno. Ad accoglierti i rassicuranti volti delle due artiste che didatticamente interagiscono con i visitatori i quali, incuriositi, sono accompagnati in una dimensione lontana dalla cultura occidentale.
Un opuscolo redatto da Camilla de Petris, conoscitrice anch'essa delle arti sciamane, aiuta la lettura delle singolari composizioni che si muovono dalle più tradizionali installazioni alle inedite ostie alimentari contenenti l'essenza delle immagini impresse.
Secondo J. Hillmann «il lavoro di Mandra e Silvia confluisce in uno stesso ideale e senso ultimo; entrambe, infatti, ricreano significati e sentimenti. Usano il simbolo con finalità e consapevolezza, in modo intenso, per ritrovare l'anima alle cose e compiere l'atto fanciullesco di immaginare il mondo. In altre parole, le due artiste animano il mondo e lo restituiscono all'anima».
La decisione d'intitolare la rassegna “Oro” nasce dalla presenza di questo elemento nelle opere di entrambe le artiste le quali, colgono dal metallo prezioso energia, immaginazione, simboli, metafore e analogie.
Tra i simboli e le analogie di Mandra Cerrone troviamo le “Ostie”: «cibo spirituale che, in questo caso, sono ad uso psicomagico e i quali suggeriscono riti, momenti magici e di catarsi.
Il rito suggerito metaforicamente realizza una pulsione dell'inconscio che altro non è che una necessità dell'anima. Mangiando l'immagine della realtà ne assimiliamo l'essenza». Silvia Pennese, invece «propone “Istanteceleste” in cui pone in alternativa la luce e l'ombra, ed in alternanza il cielo e la terra. Istanti che si trasformano subito in codici fatti di forme, luce e colore, ed il significato dell'essere celeste dentro e fuori di noi appare e scompare».
Sempre della Pennese è “Contenitore d'oro”, alternanza tra divino e materiale, tra macrocosmo e microcosmo, dove due sezioni di carte e di pigmento blu rappresentano il binomio tra ciò che è e quello che potrebbe essere. La mostra ad ingresso libero può essere visitata fino a venerdì prossimo dalle 17.30 alle 20.30.

12/04/2006
Ivan D'Alberto