"Uno specchio per Alice": il nuovo film del regista Gianni Di Claudio

Alessandro Biancardi

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Cast tutto abruzzese per “Uno specchio per Alice”, il nuovo film del regista Gianni Di Claudio che è stato proiettato in prima nazionale alcuni giorni fa al Teatro Circus.
Le aspettative intorno a questa pellicola sono tante, anche perché si tratta di un lavoro che, seppur realizzato tra Abruzzo e Puglia, rispecchia in pieno il mood artistico della nostra regione.
Basti pensare che “Uno
specchio per Alice” si è avvalso della prestigiosa collaborazione dello scenografo Walter Belli, che vanta una lunga collaborazione con Pupi Avati.
Belli si ritiene abruzzese, nonostante sia veneto di origine, perché risiede a Penne da oltre 20 anni. Il suo apporto è stato fondamentale per conferire ulteriore qualità al film: «Io credo nel fatto che una persona possa sempre crescere e migliorarsi. Anche se ho lavorato con Avati, non significa che io sia arrivato al massimo. Per la lavorazione a “Uno specchio per Alice” abbiamo portato in Abruzzo un po' di Cinecittà e io mi sono appoggiato ad alcuni amici in grado di aiutarmi. È stata un'esperienza fantastica, anche perché mi trovo bene qui, nella vostra regione».
Il soggetto di “Uno specchio per Alice”, ha dichiarato Di Claudio, «nasce dal sogno di una donna, Rosaria De Iuliis, che me lo raccontò una decina d'anni fa. Decisi così di materializzarlo traendone un film. La sceneggiatura è stata scritta contro il sogno, ma poi il film ha assunto, man mano che veniva girato, quell'aura di mistero e irrazionalità che contraddistinguono il sogno».
Come definirebbe “Uno specchio per Alice”?
«Si tratta di una favola: la favola ha il grande vantaggio di restare all'infinito. Raccontiamo il viaggio di iniziazione di una ragazza, sia dal punto di vista temporale, poiché si tratta di un'adolescente che si avvia alla maturità, sia dal punto di vista dello spazio, visto che Alice va alla scoperta di un mondo, rappresentato dai trulli, che la porta a spostarsi dall'Abruzzo alla Puglia. “Uno specchio per Alice” rappresenta una metafora: era giusto comunicare anche con ambientazioni inquietanti che questa nostra società ha molti lati oscuri».
D'accordo con questa affermazione anche Belli: «I luoghi sono stati ricostruiti e hanno preso sembianze fosche perché dovevano rappresentare persone che stavano male».
Dalle immagini alla musica: il musicista Santino “Alexian” Spinelli ha dovuto inserirsi all'interno di questo discorso di angoscia latente componendo musiche che si adattassero alla situazione.
«Ho puntato su una musica emotiva, introspettiva – racconta – Non è stato semplice rappresentare acusticamente le varie situazioni, anche perché spesso ho dovuto sopperire con la musica a molte scene senza dialoghi. Ho scelto di servirmi della musica romanì perché la voglia di libertà di Alice richiama la voglia di libertà che caratterizza la cultura nomade. Musicalmente parlando, poi, le scale della musica romanì si prestavano bene a rendere questo sentimento. Ritengo “Uno specchio per Alice” un film d'autore. Io ho creduto da subito in questo progetto, che non è commerciale: la cosa più difficile sarà farlo arrivare al pubblico. Con Di Claudio non ci sono mai stati dissidi, e mi complimento con lui perché da questo film esce fuori la sua forza artistica».
Protagonista femminile della pellicola è Manola Rotunno, che come una moderna Alice nel paese delle meraviglie compie un iter che la porterà ad esplorare situazioni tinte di noir e mistero, mentre la coprotagonista Gloria è impersonata da Daniela Faieta, già Miss Abruzzo 2003.
Parole di elogio nei confronti di Gianni Di Claudio sono state spese anche dal regista Luca Krstich, che ha lavorato in Rai per oltre 20 anni ed è stato chiamato da Di Claudio per essere coinvolto nel progetto di “Uno specchio per Alice”.



Qualche nota su Gianni Di Claudio


Gianni Di Claudio è nato a Loreto Aprutino l'8 gennaio 1951. Il suo primo film è “L'amico”: lo realizza nel 1972, a soli 21 anni. Si tratta di un corto muto a soggetto girato in 8mm a colori. Durata: 20 minuti. Prima di “Uno specchio per Alice”, il suo ultimo film era stato “Il carro del sole” (1998). Di Claudio ha scritto anche alcuni libri: l'ultimo è “North by Nothwest” (2002), una monumentale storia del cinema Giallo, Thriller, Poliziesco, Gangster e Noir di tutto il mondo. Si ricordano inoltre “Directed by Sergio Leone”, sul celebre regista romano (maestro, tra l'altro, di Carlo Verdone), e “Directed by Clint Eastwood”, dedicato all'attore-regista americano che lavorò anche con Leone.

Massimo Giuliano 28/03/2006 8.22