Il Giurì decide per Siffredi: «basta con la patatina»

Alessandro Biancardi

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Il Giurì decide per Siffredi: «basta con la patatina»
TELEVISIONE. Spot ritirato dagli schermi perché «volgare» e «indecente». Ma è in arrivo una nuova versione “muta”.
Rocco Siffredi non ce l'ha fatta. Dopo proteste e polemiche anche il gran Giurì della pubblicità ha bocciato lo spot della Patatina Amica Chips.
L'attore originario di Ortona (Chieti) fin dalla prima ora aveva dichiarato  che lo spot era una trovata «ironica», che non faceva male a nessuno, tanto meno ai bambini «che non sanno quale sia il mio lavoro e cosa rappresento. Per loro sono soltanto un uomo che mangia le patatine a bordo piscina».
Una pubblicità quindi, secondo il divo, dal doppio senso, per quanto criticabile, che solo un adulto malizioso poteva cogliere.
Ma la pubblicità è stata ritirata perché «viola gli articoli 1 (lealtà pubblicitaria), l'articolo 9 (Violenza, volgarità, indecenza) e il 10 (convinzioni morali, civili, religiose e dignità della persona) del codice di Autodisciplina Pubblicitaria. Pertanto», si legge nella nota, «il Giurì ne dispone la cessazione».
Soddisfatti Moige e associazioni dei consumatori che ne avevano chiesto la sospensione e delusione per il porno divo, amareggiato da tanta «ipocrisia».
Ma incombe sui teleschermi una nuova versione, senza parole e quindi priva di doppi sensi.
«E' già pronto il nuovo spot», rivela l'attore, «nel quale non parlo. Se bocciano anche questo diventa un chiaro attacco alla mia persona». Nella nuova sequenza si vedono tre ragazze che al fianco di Siffredi
passeggiano. L'attore lancia poi uno sguardo malizioso alla telecamera.

«GENITORI DISORIENTATI»

Soddisfatto della decisione anche il dipartimento Junior
del Movimento difesa del Cittadino. La responsabile Lucia Moreschi, a nome della sua associazione ritiene «giusta la decisione del Giurì anche in relazione alla tutela dei minori. nel periodo di trasmissione dello spot», partito il 1 febbraio scorso, «andato in onda anche nelle fasce orarie protette, sono giunte alla nostra associazione numerose segnalazioni da parte di genitori disorientati. Siamo convinti», ha aggiunto Moreschi, «che più che alimentare con fior di quattrini la fantasia sempre più sfrenata delle società pubblicitarie, tra l'altro in molti casi poco produttiva e sempre più lontana dalla realtà che
vivono i cittadini quotidianamente, le nostre aziende farebbero un miglior servizio al Paese e ai consumatori puntando e investendo sulla qualità dei prodotti, sulla ricerca e sull'innovazione».


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