Mostra antologica del pittore Gaetano Pallozzi al Michetti

Alessandro Biancardi

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Sabato 18 marzo 2006 (ore 18:00), al Museo Michetti di Francavilla al Mare, il critico d'arte Leo Strozzeri presenterà la mostra antologica “Elogio del quotidiano” di Gaetano Pallozzi, pittore nato a Sulmona (dove vive e lavora) di alta tensione lirica che esamina temi di profonda umanità, come un cronista del quotidiano in cui l'uomo è protagonista, senza mai cadere nel tranello dei sentimenti.
Dal 18 marzo al 21 aprile 2006 (dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 19, sabato e domenica 16:00 – 19:00, lunedì chiuso), i visitatori potranno ammirare le opere dipinte dal 1948 al 2006 dall'apprezzato pittore che ha istituito il “Premio Sulmona” (Rassegna internazionale di arte contemporanea), ricevuto 200 riconoscimenti e allestito 60 mostre personali, oltre che 400 collettive.
Nel 1946, infatti, si è tenuta la sua prima mostra regionale a L'Aquila e nel 1955 la prima personale al Museo Civico di Sulmona. Nel 1958, si è svolta la sua prima importante mostra alla Galleria “S. Carlo” di Napoli, riportando un notevole successo di pubblico e di critica. A Roma ha, poi, partecipato a quattro Quadriennali: alla VII nel 1955, alla IX nel 1965, alla XI nel 1986 e alla XIII nel 1999. La sua ultima mostra si è, invece, svolta nel 2003 al Museo Nazionale di Castel Sant'Angelo a Roma, dove Pallozzi è stato invitato dal Soprintendente per i Beni Artistici e Storici di Roma Claudio Strinati.
I modelli delle opere di Pallozzi sono la moglie e i figli, ma soprattutto i passanti che egli osserva perché la sua pittura vuole esprimere una denuncia sociale. Nei suoi quadri si ritrovano così giovani, anziani, bambini e donne ritratti in momenti di vita quotidiana con un unico comune denominatore: tecnica molto rigorosa che riproduce una realtà visiva filtrata dalle emozioni in cui predominano figure dalla forte personalità che, pur non comunicando tra loro, trasmettono al pubblico poca voglia di parlare, indifferenza e una gran solitudine interiore.
«All'inizio della mia carriera – ricorda il Maestro Pallozzi – dipingevo sui cartoni e sul compensato; durante la guerra la tela non si trovava e neppure i colori; allora utilizzavo le terre miste all'olio. Successivamente ho impiegato la tempera; poi l'olio e la tempera insieme. Che cosa mi interessa dell'arte? – continua - Soltanto mettere sulla tela ciò che io penso e vedo».
Nella sua carriera, infatti, Pallozzi non solo impone la propria personalità artistica, ma diviene protagonista di primo piano del realismo, indagando al di là della cronaca ed evidenziando i momenti di costume assieme alla psicologia della persona e del comportamento.

17/03/2006 9.45