Tre abruzzesi in scena al Teatro dell'orologio di Roma

Alessandro Biancardi

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ROMA. Da giovedì 27 Maggio a domenica 30 Maggio, andrà in scena al Teatro dell'Orologio di Roma la rassegna “Teatro&Dintorni”, sotto la direzione artistica di Antonio Nobili e la partecipazione di Teatro Senza Tempo, Obbiettivocasting.com e Teatro della Lunastorta.
In scena saliranno tre abruzzesi doc. Il 27 Maggio è il giorno del regista Tommaso Bernabeo, originario di Chieti, che con “Sogno di una notte di mezza estate”, propone una rivisitazione in chiave moderna della celebre opera shakespeariana.
Così il regista spiega la sua visione: «Da tempo volevo prendere un'opera e distruggerla innovandola, facendo respirare il vecchio sapore della trama con narici diverse. L'opera di Shakespeare è stata una casualità. Un'opera che avevo visto sempre con allestimenti pesanti e noiosi, ma che aveva un potenziale oscuro/comico che poteva emergere, esplodere. Il massimo risultato che voglio ottenere è che lo spettatore si chieda se quello che vede sia Shakespeare. E' Shakespeare, ma come non siete abituati a vederlo».
Oltre agli attori Ivan Boragine, Alessio Chiodini, Gabriele Mira-Rossi, Niccolò Tiberi, Elisabetta Piroli, Giulia Idromela, Valeria Passa, Daniele Gemmiti, Manuel Melluso, Giusy Grillo, Annalisa Bortoletto, Laura Pettinau e Fabrizio Pocetti, nel cast è presente un attore aquilano, Domenico Tiburzi, che interpreta sia le Fate che Filostrato.
«Lo so che può sembrare strano che un uomo interpreti delle fate, e probabilmente molti non avrebbero accettato di farlo, io mi diverto».
Così Domenico inizia a parlare di questa sua esperienza: «bisogna essere pronti ad affrontare qualsiasi personaggio cercando di renderlo unico o perlomeno caratterizzandolo, in modo da renderlo interessante. Questo spettacolo mi permette di esprimere la mia vena comica anche se in modo non esplicito. Dalle fate voglio che sia evidente la mia ironia e comicità e, soprattutto la mia voglia di giocare e sognare come se fossi un bambino. Filostrato ha caratteristiche totalmente opposte alle fate, statico, mentre le fate sono in continuo movimento, ed è molto serio..un po' guardia del corpo!»
Chiude il ciclo di spettacoli, domenica 30 maggio, “Abort/Reset”, scritto e diretto da Antonio Nobili. E' uno spettacolo teatrale/multimediale in cui il teatro si fonde con la musica, la danza, elementi di scultura e proiezioni di graphic art. E' la miscela determinata a trattare profondamente e simbolicamente una delle scelte più difficili per una donna: tenere un figlio inaspettato o..?
Altra perla dell'arte è l'attrice pescarese Francesca Camilla D'Amico, ed in questo spettacolo ricopre anche il ruolo di aiuto regista.
«Questa duplice funzione», ha spiegato, «mi ha permesso di stare, come si dice in gergo, sia dentro che fuori la scena, di lavorare sui miei punti deboli ma anche su quelli degli altri. L'esperienza mi ha richiesto molta energia e pazienza per affrontare le difficoltà che si presentavano in stormi, praticamente un giorno si e l'altro pure».
Abort/Reset può vantare la fusione di ben quattro discipline artistiche quali: danza, recitazione, musica e video art, rendere fluida la fusione è un'operazione delicata, quasi chirurgica.
Il suo ruolo è quello di G. una ragazza come tante che per sentirsi grande, si ritrova a dover vivere un dramma.
«Quella ragazza potevo essere io, o una mia amica», ammette D'Amico, «ho voluto mostrare come in un attimo le carte in tavola possano cambiare, come ognuno di noi possa riscattarsi. Per raggiungere qualcosa, qualsiasi cosa, non basta una forte volontà, bisogna rischiare tutto, sempre. È così nella vita, è così in amore ed è così soprattutto a teatro. In tutte queste circostanze, come in altre, se dai tanto avrai indietro tanto...certo non è una regola matematica, ma se si ha il coraggio e la volontà di mettersi in gioco, anche se questo richiede sacrificio, due ore di sonno, chilometri di autostrada e “dubbidomandeincertezze”, si ricevono grandi soddisfazioni e si incontrano grandi persone. Come nel mio caso...Una volta un grande maestro mi disse -il teatro è un'esperienza estrema-. Niente di più vero».

25/05/2010 14.30