Draquila, on line il trailer del film della Guzzanti sul terremoto

Alessandro Biancardi

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ROMA. E' già online il trailer di ''Draquila. L'Italia che trema'' il nuovo film di Sabina Guzzanti.
L'idea centrale del filmato della Guzzanti è infatti che il terremoto dell'Aquila è stato, non solo una tragedia, ma anche una grande occasione di rilancio per un leader annoiato e perseguitato dalla magistratura. 'Draquila' che sarà distribuito dalla Bim dal prossimo 7 maggio parte infatti con una voce fuori campo che dice: «Era appena iniziata la primavera e per Silvio Berlusconi era una giornata di merda» ma poi arriva il terremoto e tutto cambia.
Immagini poi della famosa gaffe di Berlusconi quando parla di «200 milioni di euro spesi per consulenti e giudici...(subito corretti con 'avvocati'». E ancora, sempre la stessa voce fuori campo che ricorda come «i sondaggi lo davano in caduta libera e così quando alle 3.32 del 2009 il terremoto sveglia persino gli abitanti della casa del Grande Fratello (immagini di repertorio di quell'esatto momento nella casa di Cinecittà) e quando si scopre che un'intera città è stata annientata per Silvio Berlusconi è come se dio gli avesse teso ancora una volta la mano».
Ci sono poi immagini di repertorio del disastro dell'Aquila e ancora la Guzzanti nei panni del premier che dice «questo terremoto è stato un grandissimo successo, nessun terremoto ha fatto ascolti come questo...».
Si vede poi un sorridente Berlusconi, casco di protezione in testa, in visita in Abruzzo che rivolgendosi a un folto gruppo di operai che lo salutano da un cavalcavia dice: «ma le donne dove sono, siete forse tutti gay. La prossima volta che vengo a trovarvi le porto io... le veline».
Il trailer finisce anche più polemicamente di come era iniziato.
Ovvero sulla più che famosa intercettazione della telefonata tra due imprenditori (Francesco Piscicelli e il cognato Pierfrancesco Gagliardi, ndr). «Non è che c'é un terremoto al giorno. Io ridevo stamattina alle 3 e mezza dentro al letto».
E l'altro: «Io pure...».
A metà trailer più di un immagine del capo della protezione civile Guido Bertolaso, da solo e con Berlusconi, e poi un intervento del deputato del Pd, Giovanni Lolli che si chiede come mai sia possibile che in Italia «i giochi del mediterraneo e i mondiali di nuoto li fanno la protezione civile». «Non ce l'ho con chi vota per Berlusconi e non voglio convertire nessuno. Questo film mette in luce risvolti del post-terremoto che i telegiornali non hanno fatto vedere e, semmai, dimostra che la gente vota Berlusconi proprio perché non è messa nelle condizioni di farsi un'opinione diversa. Io me la sono molto presa a suo tempo con chi, da sinistra, poteva fermarlo, con chi ha spacciato la vigliaccheria per calcolo politico. Sono quelli i veri responsabili, mica gli elettori» dice la regista in una intervista su Vanity Fair.
Sul rischio querele dice ancora la Guzzanti: «Mi sono tutelata. Ogni fatto e ogni parola che andrà nella versione finale sarà valutato con l'aiuto degli avvocati».
Il titolo della pellicola è stato scelto dagli utenti del blog della Guzzanti.
4/7/2010

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