Nanni Moretti "candida" il suo Caimano alle prossime elezioni

Alessandro Biancardi

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ROMA. Uscirà sotto elezioni il nuovo film politico del regista romano. La figura centrale è quella del Caimano-Berlusconi. e non mancano le polemiche (al buio) perchè pochissimo si sa del film.

ROMA. Uscirà sotto elezioni il nuovo film politico del regista romano. La figura centrale è quella del Caimano-Berlusconi. e non mancano le polemiche (al buio) perchè pochissimo si sa del film.


«Lo dice la mia esperienza precedente con Nanni, ‘Il portaborse': diceva cose che erano già sulla bocca di tutti ma aveva un altro impatto vederle vivere da veri esseri umani. Forse è una parola grossa ma la dico: la poesia vince su tutto». Queste parole di Silvio Orlando, protagonista del prossimo film (in uscita a breve, il 24 marzo) di Nanni Moretti ( filmografia ), “Il Caimano” ( le poche, pochissime info “tecniche”), sembrano la giusta introduzione per spiegare - e riassumere - il mix di segretezza, l'estremo riserbo, l'autocensura, la spolverata di poesia e il solito impegno politico che contraddistingue il cinema di Moretti, o perlomeno buona parte della sua produzione.
“Il Caimano” è, nella realizzazione cinematografica, Silvio Berlusconi. Sì, il premier, senza occhio per la par condicio e in barba alle elezioni vicine, vicinissime.
Anche questo è Nanni Moretti. Il film è stato concepito, partorito e coccolato nella più totale segretezza, e solo da pochi giorni si trovano nelle sale i primi secondi (un'ottantina) del trailer, dove prendono vita sullo schermo gli attori principali della nuova fatica morettiana: Silvio Orlando (protagonista, quindi Berlusconi… ), Margherita Buy e Jasmine Trinca, Michele Placido, Carlo Mazzacurati ( in divisa da cameriere ), Tony Bertorelli, Valerio Mastandrea ( lui finanziere ), Cecilia Dazzi, Anna Bonaiuto in toga ( molto probabilmente da giudice ), Dario Cantarelli, Luisa De Santis, Elio De Capitani e altri ancora.
Le accuse che piovono a scatola chiusa (vista la censura che si sono imposti tutti gli attori, produttori e ovviamente lo stesso Moretti) sono prevedibili: infangare l'operato del premier alla vigilia delle elezioni, orientare politicamente il pubblico, creare falsi allarmismi e facili conclusioni, … insomma, in molti lo additano come il Michel Moore italiano, per quello che fu il regista americano alla vigilia della rielezione di Bush ( molti critici politici e sociologi vari hanno invece interpretato la pellicola di Moore come una delle cause della rielezione di Bush, riuscendo a compattare l'elettorato repubblicano e orientando, come un perverso effetto contrario, gli indecisi verso lo stesso George W.; versione confermata anche recentemente da molti esponenti della sinistra).
Ma è lo stesso Moretti che precisa in una rara intervista - dello scorso anno - «sarà un film di fiction su Berlusconi, ma non un documentario», aggiungendo a tal proposito: «sarà un film nella migliore tradizione del cinema italiano d'impegno civile come all'epoca fu, ad esempio, ‘Le mani sulla città di Francesco Rosi'».
L'opera di Rosi era un vero attacco polemico e mirato, un vero esempio del sano engagement all'italiana, di denuncia sociale ( scheda,
trama e info del film di Rosi, altro speciale ) (o come potremmo aggiungere anche le pellicole a sfondo operaio di Petri ( ), “Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto” o “La classe operaia va in paradiso”, ma ce ne sarebbero davvero un'infinità da ricordare e conservare gelosamente nel cuore e nella testa ). Con queste poche parole Moretti prende dunque le distanze dal collega americano, sottolineando soprattutto la vena non documentaria del suo lavoro, premendo invece sul dire cose che tutti sanno in maniera romanzata, così ciò che la quotidianità rende banale e superficiale, il romanzo in pellicola può rendere di nuovo oggetto di riflessione, critica e soprattutto dubbio ( citando ancora Orlando, «del resto cose nuove da dire su Berlusconi non ce ne sono, già detto tutto» ).
Unica soffiata venuta fuori dal set è un breve stralcio della trama: Jasmine Trinca è una regista che vorrebbe fare un film su, appunto, questo Caimano, ma non riesce a trovare l'attore che voglia interpretarlo. Uno stralcio davvero insignificante, ma che rende ancora più frizzante e curiosa l'attesa per il film, anche grazie allo stesso regista che, contrariamente al suo passato, dice di non esserci sullo schermo questa volta. Ma si è pronti a scommettere che Moretti una sorpresa al suo pubblico ( che lui stesso definisce eterogeneo:”la mia ambizione non è quella di realizzare un film per far cambiare idea agli elettori di Berlusconi, né per rassicurare un certo tipo di pubblico di sinistra nelle proprie certezze” ) la riserverà.

Ernesto Valerio 06/03/2006 10.08