Salta la data di Pino Daniele a Pescara il prossimo 31 marzo

Alessandro Biancardi

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Salta il concerto abruzzese che Pino Daniele doveva tenere il prossimo venerdì 31 marzo al Teatro Massimo di Pescara.
La causa? Motivi di salute.
In una nota, infatti, Friends&Partners, l'agenzia che organizza il tour di Daniele, ha comunicato che il tour teatrale dell'artista napoletano, dal titolo “Iguana Cafè”, il cui debutto era previsto per il marzo prossimo, è stato posticipato a maggio 2006.
Pino Daniele dovrà sottoporsi nei prossimi giorni ad un piccolo intervento di ernia iatale che gli impedirà di esibirsi nei tempi previsti sui palcoscenici italiani. La data pescarese per ora non sarà recuperata e i biglietti sono rimborsabili immediatamente presso i punti vendita di acquisto.
Sembra dunque che ci sia una sorta di "maledizione" per il connubio musicale tra Daniele e Pescara, dal momento che già la data dell'agosto 2004, quando Pino Daniele era dato per certo allo Stadio Adriatico di Pescara, era poi saltata ed era stata spostata all'Anfiteatro La Civitella di Chieti (si tenne l'11 agosto). Misteri d'Abruzzo.
Le date al momento confermate sono 7, fra maggio e giugno: Bologna, Napoli, Roma, Firenze, Bari, Torino e Milano. I biglietti già acquistati saranno validi, dunque, solo per le date sopra indicate.
Per ulteriori informazioni è a disposizione l'infoline 02.4805731.

Il tour di Pino Daniele prende il nome dal suo ultimo cd, intitolato appunto "Iguana Cafè", che è stato pubblicato alla fine del 2005.
Un cd che prosegue il discorso iniziato con "Passi d'autore", il lavoro - uscito nel 2004 - che mischiava il latin jazz con la musica madrigale. Undici anni fa, con “Non calpestare i fiori nel deserto”, Daniele iniziava a portare la sua musica nei pressi delle sonorità africane; poi si sarebbe spostato verso l'Arabia e adesso, da un anno e mezzo a questo parte, lambisce il Sudamerica.
Pino è così: ama unire stili diversi, ruotando però sempre attorno al suo marchio di fabbrica, quella chitarra dal tocco inconfondibile, che parte da Napoli per innamorarsi del blues, del soul e dell'acustica tipicamente mediterranea, da cui tra l'altro discende la cultura partenopea.
Ultimamente Pino aveva assestato qualche passo falso (il clou lo ha toccato con il rap e l'elettronica pacchiana di “Come un gelato all'equatore”), ma fa piacere constatare che ormai si è ampiamente ripreso.
Con il già citato “Passi d'autore”, ha inaugurato la sua personale strada del latin jazz, raffinato e di razza.
In tal senso, “Iguana Café” non è altro che la prosecuzione di questo nuovo percorso, magari più lineare e senza guizzi. Perché se in “Passi d'autore” c'erano capolavori come “La nostra estate insieme”, “Sofia sulle note” e “Nuages sulle note”, qui manca il pezzo in grado di svettare sugli altri, anche se – beninteso – la qualità è comunque alta. Dall'altro lato, c'è da segnalare che episodi un po' fuori contesto come “Gli stessi sguardi” e “Ali di cera”, carichi di cori aulici che non c'entravano molto con il mondo di Daniele, in “Iguana Café” sono fortunatamente assenti, escluso il capolino dei succitati cori nella seconda traccia, “Pensando amor”.
Ulteriore dimostrazione della continuità con il precedente lavoro sono due brani basati sugli archi, “Promesse da marinaio” e “Voci sospese”, che richiamano “Concerto per noi due”. Sembra che l'artista, dopo il gran successo commerciale di qualche anno fa, abbia deciso di puntare decisamente su una maggiore classe, e i fatti gli danno ragione: interessanti le cover di “O sole mio” nella versione inglese di Elvis Presley, “It's now or never”, e “Patricia” di Perez Prado, buono anche lo strumentale “Marì”.
Segno che Daniele vuole tentare ancora itinerari inesplorati e non smettere di sperimentare, mantenendo tuttavia, se possibile, anche un occhio alla classifica, che infatti lo ha premiato mandandolo recentemente in prima posizione: gli si perdona, così, il singolo, “Occhi che sanno parlare”, insulsamente radiofonico. Molto meglio il nuovo estratto: "Narcisista in azione", che riporta l'attenzione sulle sonorità del sud del mondo.


Massimo Giuliano 1/03/2006 9.30