A teatro con mamma e papa’ in 5 teatri della regione

Alessandro Biancardi

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Domenica prossima, 5 marzo, prende il via in contemporanea ad Atri, Popoli e Città Sant'Angelo la tradizionale programmazione invernale di spettacoli per ragazzi A teatro con mamma e papà.
La rassegna, che interessa complessivamente i teatri di cinque comuni delle quattro province abruzzesi, è in realtà in corso già dal mese di gennaio - è principiata, infatti, domenica 8 a L'Aquila e domenica 29 a Lanciano – e si concluderà a maggio, dopo un ciclo di ventisei rappresentazioni di diciotto spettacoli, tutte produzioni di sedici compagnie professionali di livello nazionale e internazionale.
La formula stagionale del teatro domenicale per i ragazzi è rivolta al pubblico infantile, e non solo, del litorale e dell'entroterra regionali ed è una originale creazione de L'Uovo Teatro Stabile di Innovazione che ne cura la organizzazione, di concerto con le Municipalità di riferimento e con la collaborazione del Drammateatro di Popoli. Consistenza e durata della programmazione sono diversificate per ciascun teatro in ragione delle peculiarità e delle potenzialità ambientali e territoriali. Il cartellone più articolato è quello dell'Aquila, dove la formula è nata nel lontano 1987 ed è stata sperimentata e consolidata nell'arco di tre lustri al San Filippo per diffondersi via via sull'intero territorio abruzzese trovando continuità e stabilità di programmazione nelle città coinvolte in virtù dell'interesse e del sostegno degli Assessorati delle rispettive Amministrazioni Comunali e, naturalmente, grazie alla partecipazione e alla soddisfazione del composito e vivace pubblico delle famiglie.
Ampi e unanimi sono i consensi per qualità delle produzioni e valenza dei cartelloni con i quali A teatro con mamma e papà si conferma la prima in ordine di tempo e la più consistente delle rassegne per ragazzi, ormai innumerevoli, che si tengono in regione.
Domenica la molteplicità d'inizio della programmazione ad Atri, Popoli e Città Sant'Angelo coincide con il prosieguo delle rappresentazioni a Lanciano e a L'Aquila e determina, così, la contemporaneità di ben cinque spettacoli in altrettanti teatri:

ATRI T. Comunale “La Fiammiferaia” L'Uovo
CITTA' SANT'ANGELO T. Comunale “Viaggio al centro del teatro” Teatri Comunicanti
LANCIANO T. Comunale “Peter Pan” Teatro del Canguro
L'AQUILA T. San Filippo “Fantasia orientale” La Botte e il Cilindro
POPOLI T. Comunale “Mirabilia” L'Uovo - Stultifera Navis

Per tutti e cinque gli spettacoli l'ora d'inizio è fissata per le 16.30 e il costo del biglietto d'ingresso unico, bambini e adulti, è di quattro euro.

L'insieme degli spettacoli è caratterizzato da un comune filo logico che sottende le scelte artistiche di ciascuna delle produzioni e che indaga la ricca tradizione favolistica occidentale ed orientale, perseguendo una condivisa prospettiva di aggiornamento e rivitalizzazione del fine educativo della fiaba attraverso la ricerca di nuove forme espressive del linguaggio drammatico.
In questo ambito risalta la scelta operata da L'UOVO con i suoi due più recenti allestimenti: “La fiammiferaia”, drammaturgia e regia di Claudio Di Scanno, e “Mirabilia”, una creazione di Alessandra Amicarelli, in programmazione rispettivamente ad Atri e a Popoli, due spettacoli che vanno riscuotendo consensi i più ampi da parte del pubblico giovane.
“La fiammiferaia”, prodotta con la collaborazione del Drammateatro, ha debuttato pochi giorni orsono a Lanciano, dove ha riscosso subito un vivissimo successo, sia tra gli alunni delle scuole medie che fra il più composito pubblico domenicale, per la estrema suggestione dell'ambientazione scenica e della interpretazione attoriale.
“Mirabilia” - una produzione internazionale realizzata con la compagnia Stultifera Navis e con il Centre Culturel Kulturfabrik, già rodata con il progetto regionale dei “Percorsi teatrali nei musei d'Abruzzo” e attesa al grande appuntamento autunnale di Lussemburgo Capitale Europea della Cultura – propone una allusiva rilettura drammaturgica dell'opera poetica di Ovidio con una dinamica scenica incentrata tutta sull'interazione tra figure e immagini, fisse o in movimento.
Originale, d'altronde, la via alla scoperta dell'arte drammatica e del luogo scenico attraverso il “Viaggio al centro del teatro” che i Teatri Comunicanti propongono a Città Sant'Angelo; di tradizione decisamente orientale è, invece, la “Fantasia” con cui La Botte e il Cilindro a L'Aquila richiama a modo proprio la notissima leggenda della principessa Turandot.
A Lanciano, infine, il Teatro del Canguro disvela magicamente gli incanti e le fantasie della mitica isola che non c'è, regno incontrastato di quel bambino che proprio non voleva crescere e che risponde al nome di “Peter Pan”.

28/02/2006 10.58

A TEATRO CON MAMMA E PAPA' - domenica 5 marzo 2006, ore 16.30





Fantasia orientale L'Aquila - Teatro San Filippo

di Nadia Imperio - una produzione La Botte e il Cilindro

C'era una volta, nella lontana Cina, una principessa. Era l'unica figlia del re di Pechino ed era famosa in tutto l'Oriente per tre motivi: era bellissima, intelligente e crudele. I suoi sudditi sarebbero stati contenti che la loro principessa prendesse marito, ma lei aveva fatto voto di non sposarsi mai. Il re insisteva e la figlia aveva escogitato un trucco per rimandare le nozze all'infinito: si sarebbe sposata solo con chi avesse risolto tre enigmi da lei inventati. Chi avesse osato sfidarla e avesse perso avrebbe avuto la testa tagliata.
Da quel giorno principi e re di ogni parte della terra tentarono la prova e fallirono. Un giorno si presentò un principe sconosciuto, che aveva perduto trono e corona, e che, veduta la principessa da lontano, se ne era perdutamente innamorato, tanto da risolvere gli enigmi con grande stupore e felicità della corte e di tutto il reame. Ma la principessa insisteva a non sposarlo ed egli la sfidò a sua volta a scoprire, nel tempo di una notte, il suo nome. Fu in quella notte che la principessa si accorse di amarlo, e quando, a giorno fatto, diede la sua risposta l'amore trionfò.



La fiammiferaia Atri – Teatro Comunale

liberamente ispirato a “La bambina dei fiammiferi” di Andersen - una produzione Drammateatro

Neve, freddo, luci di Natale, strade oramai deserte e nelle case la festa nell'attesa del nuovo anno. L'atmosfera è quella della notte di Capodanno, di un tempo cioè sospeso, di passaggio tra l'anno che se ne va e il nuovo che arriva. E' in questo contesto che si consuma la fiaba agrodolce di Andersen e che troviamo da una parte l'elemento di festa e grande socialità e dall'altra il consumarsi drammatico e solitario di una vita di stenti. Un contenitore spazio-temporale costruito per definire la solitudine della nostra Fiammiferaia, perché la fiaba di Andersen è un dramma della solitudine, e dalla dimensione fabulistica ci riproietta costantemente ed immediatamente al nostro presente, riaffermando così la sua assoluta e bella contemporaneità: quante piccole o grandi fiammiferaie ci sono? Quante antiche e nuove solitudini determinate dalla povertà si consumano ogni giorno nelle strade e nelle case delle nostre città?



Peter Pan Lanciano – Teatro Comunale

di Renato Patarca e Lino Terra - una produzione Teatro del Canguro

C'è una stanza: quella di Wendy e degli altri bambini dove a volte c'è anche una mamma che racconta storie. Lì tutto è caldo, protetto, rassicurante... forse un po' monotono. Di fuori al contrario c'è il mondo di Peter: senza obblighi, senza regole pesanti, pieno di cose e di esseri strani e suggestivi, tutti inafferrabili ed inconsistenti, perché forse la fantasia e l'infanzia sono proprio così.
C'è il paese di Peter e degli altri bambini perduti: un paese che esiste solo perché lo si vuole raccontare e perché si ha voglia di vederlo. Un paese che, al contrario di quanto si potrebbe pensare, non è poi così ampio ed esteso con seccanti distanze tra un'avventura e l'altra.
C'è infine una finestra dove Peter vola per predare storie, così come fanno le rondini, che a tale scopo, nidificano nei cornicioni delle case. Una finestra attraverso la quale entrano ed escono: fate, bambini, sorrisi strappati, baci non dati, occhi sgranati, voglie, paure, sogni, speranze, e tutti quei pensieri, così leggeri che ti sollevano dolcemente nell'aria e ti fanno volare.





Mirabilia Popoli – Teatro Comunale

di Alessandra Amicarelli - liberamente ispirato A “Le metamorfosi” di Ovidio
una produzione l'Uovo Teatro Stabile di Innovazione e Stultifera Navis

“Se c'è qualche verità nei presentimenti dei poeti, io vivrò”: con queste parole Ovidio conclude Le Metamorfosi, poema che esplora le frontiere sottili tra animale, vegetale e minerale in cui coabitano e interagiscono uomini, donne, dei, ninfe, mostri, alberi, pietre, uccelli. Il poema ci permette di percepire le provocazioni che gli antichi miti propongono sulle questioni fondamentali del posto dell'uomo nel mondo.
Il respiro del movimento, il tempo dilatato che permette di percepire la materia cangiante, le mutazioni ibride, la corsa della vita che sempre inventa nuove strategie, le frontiere sottili tra umano e animale, le età e le epoche dell'uomo, il ritmo, la pulsazione, la musica: “fluidità” è il concetto da accostare alla forma di teatro di animazione, luogo dell'inventiva scenica in cui è possibile condurre ogni elemento attraverso una sinfonia ricchissima di variazioni, trasformazioni, iperboli.
Dagli spunti del poema di Ovidio si sviluppa una traccia di associazioni confrontando le immagini della creazione dei miti con immagini, ritmi, suoni della contemporaneità.



Viaggio al centro del teatro
Città Sant'Angelo – Teatro Comunale

di Marco Renzi - una produzione Teatri Comunicanti Produzioni Teatrali

Un cantiere a cielo aperto; bidoni, strumenti, corde, elmetti, pale, secchi, terra, tanta terra, estratta da una buca che domina la scena. Due esploratori scandagliano il sottosuolo alla ricerca di qualche cosa di sensazionale rilevato dai loro strumenti di superficie, qualche cosa di cui ignorano le dimensioni e la fattezza. E' certamente una presenza viva, ma si tratta di una vitalità anomala, diffusa e stranamente immobile. E' sotto di loro, a circa 20\25 metri. Come respira, come si nutre, che abitudini ha, è ostile, è brutto, è bello, è simpatico, che cos'è? Il Centro Ricerche per il quale lavorano esige riscontri al più presto: potrebbe essere la scoperta scientifica più importante del secolo. Scavano allora, scavano con tenacia e coraggio e alla fine: la tana che avevano localizzato effettivamente esiste, è piena come un uovo, piena di esseri vivi e stranamente immobili, seduti uno vicino all'altro, attenti ma non in letargo. L'avvicinarsi dell'esploratore viene seguito passo passo e la straordinaria scoperta non verrà mostrata per immagini né per racconti, ma nella sua viva e stupefacente realtà: il teatro stesso è il nido, il pubblico la vitalità che lo riempie e che veniva nitidamente rilevata.