Con il mercoledì delle ceneri inizia il periodo della Quaresima

Alessandro Biancardi

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Inizia domani, con la celebrazione delle Sacre Ceneri, il periodo quaresimale che condurrà al culmine dell'anno liturgico, il Triduo Pasquale. La Chiesa, ad imitazione del periodo di quaranta giorni trascorsi da Gesù nel deserto, invita i fedeli al raccoglimento e alla penitenza in questo “tempo forte” che è la Quaresima.
In tutte le parrocchie domani verrà celebrato un antico rito penitenziale, l'imposizione delle ceneri, ottenute dalla combustione di ramoscelli di olivo.
Le ceneri verranno poste sul capo dei fedeli, a ricordo della caducità terrena, “siamo polvere e polvere ritorneremo”, con l'invito alla conversione.
Per la giornata di domani inoltre la Chiesa raccomanda il digiuno a tutti gli adulti fino al sessantesimo anno di età, perché la mortificazione del corpo porta a rinvigorire lo spirito e a distaccarsi dalle futili cose terrene.
Una pratica, quella del digiuno, giudicata, soprattutto dai laici che non perdono occasione di criticare la Chiesa dall'esterno, come inutile ed anacronistica. Invece questo atto penitenziale può avere, soprattutto oggi, interessanti risvolti etico-sociali.
Il consumo alimentare spesso giunge allo spreco e alla corsa sfrenata verso spese voluttuarie e stride con le forme di povertà e di miseria materiale, culturale, morale e spirituale di alcune regioni del Mondo.
Il digiuno «si collega, a suo modo, con il problema della giustizia sociale e della solidale condivisione dei beni su scala nazionale e mondiale» insegna la Conferenza Episcopale.
Ecco allora l'invito alla sobrietà e all'austerità, per essere più sensibili ai temi dell'indigenza e della miseria.
Il senso del digiuno oggi è proprio quello di spingere i cristiani verso una sobrietà di vita, contro l'opulenza dominante che rende «schiavi del superfluo e complici dell'ingiustizia» come scrive la CEI.
Digiuno significa anche non ricercare le cose superflue accettando acriticamente ogni moda e ogni sollecitazione della pubblicità commerciale, ma anche evitare le smodate di forme di divertimento fini a se stesse e che conducono ad evadere dalla realtà e dalle proprie responsabilità, e ancora evitare l'occupazione frenetica, che non lascia spazio alla riflessione o ai rapporti umani, oppure limitare il ricorso esagerato alla televisione e agli altri mezzi di comunicazione che può ostacolare il dialogo anche in famiglia.

Francesco Bottone 28/02/2006 9.16