Lanciano da sabato capitale della musica Rom

Alessandro Biancardi

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  LANCIANO. Da sabato la cittadina frentana diventerà il centro della musica romanì. Danze, musiche, spettacoli, arte per veicolare messaggi di fratellanza e di pace e lo spirito della loro cultura.

 


LANCIANO. Da sabato la cittadina frentana diventerà il centro della musica romanì. Danze, musiche, spettacoli, arte per veicolare messaggi di fratellanza e di pace e lo spirito della loro cultura.


Un viaggio alla scoperta della cultura Rom. Un percorso che, attraverso i suoni, i movimenti, le parole e le immagini, ricerca le radici profonde di un popolo antichissimo, custode di una ricco patrimonio culturale.
E' quanto si propone “Princkarang – Conosciamoci. Incontro con la cultura Rom”, la manifestazione che si svolgerà sabato 8 ottobre alle 21 al teatro Fenaroli di Lanciano.
Il festival internazionale di musica romanì, giunto alla 12esima edizione, si caratterizza per essere un vero e proprio mosaico culturale, che spazia dalla musica alla danza, attraversando la cultura Rom nelle sue molteplici sfaccettature artistiche.
La manifestazione di Lanciano si dividerà in due momenti.
Il primo, dalle 15, con la premiazione del 12esimo concorso artistico internazionale “Amico Rom”. Una carrellata di arti e nazioni, che si incontrano e armonizzano nella cultura romanì.
Questo lo spirito del premio, che conferirà riconoscimenti alla poesia, fotografia, disegno, video, pittura e scultura. Sono più di mille gli artisti che hanno partecipato al concorso e circa quaranta quelli che saranno premiati.
Tra loro un riconoscimento speciale verrà assegnato al jazzista rom Marius Vernescu, che riceverà il premio Presidente della Repubblica italiana. Dalle 21.30, invece, sempre al teatro Fenaroli, si svolgerà il festival internazionale di musica romanì “Alexian and the international friends”. La serata, presentata dai conduttori Rai Lorena Bianchetti e Gianni De Berardinis, vedrà esibirsi sul palcoscenico quattro artisti di tradizione rom.
I primi protagonisti saranno i componenti dell': Alexian Santino Spinelli (fisarmonica e canto), Andrea Castelfranato (chitarre, buzuki, harp guitar), Luciano Pannese (contrabasso), Angelo Di Menno Di Bucchianico (percussioni). Special guests: Dino Tonelli (tromba), Ilaria Sacchetta (danza), Daniela Sejdic (danza), Silvia Fauno (danza e canto). Quindi si esibiranno il pianista jazz rom MariusVernescu (Romania), il chitarrista flamenchista Antonio Febrer (Spagna) e il gruppo dei (Romania).
«Il festival rappresenta una straordinaria occasione di interculturalità», ha spiegato Alexian Santino Spinelli, direttore artistico della manifestazione e ambasciatore dell'arte e della culturà romanì nel mondo, «con il concetto di interculturalità non si intende soltanto conoscenza dell'altro ma partecipazione alla cultura altrui. Quando durante il nostro spettacolo», ha proseguito l'artista, « vediamo il pubblico partecipare alle danze e cantare la nostra musica, o semplicemente battere le mani, allora vuol dire che siamo riusciti a trasmettere e far apprezzare la nostra cultura».
«L'integrazione con le altre culture», ha aggiunto Franca Bozzelli, assessore alla Cultura del comune di Lanciano, «è una necessità per superare i conflitti tra popoli diversi. Il popolo Rom ha una tradizione antichissima. Conviviamo con i Rom da moltissimo tempo per cui è da qui che dobbiamo partire per iniziare ad integrarci». «Il festival è stato intitolato “Conosciamoci», precisa Santino Spinelli, «proprio per sottolineare che la conoscenza è l'unico strumento per convivere pacificamente».
L'intento del festival è dunque quello di offrire al pubblico di Lanciano, ma anche alle tante persone che verranno da tutto il mondo, la possibilità di arricchirsi del patrimonio culturale del popolo Rom.
Quello dei Rom è un mondo musicale che si caratterizza con propri ritmi, proprie forme e proprie interpretazioni. I Rom vivono la loro musica come espressione di identità, come veicolo di comunicazione della propria esistenza, dei propri valori e delle proprie radici culturali.
La musica romanì riflette lo stato d'animo di un popolo che basa il proprio modo d'essere sulla precarietà, sugli “attimi fuggenti” della vita. E così i loro ritmi sono confusi, sfuggenti, dissonanti. Ma questa stessa precarietà regala ai suoni un ritmo incalzante, mai piatto, pieno di vita. L'interpretazione è creativa, estemporanea, improvvisa. E alle note si accompagna, armonico eppure contrastante, il movimento del corpo, che riflette la vivacità della vita rom. La musica è per i rom liberazione. E' vita. E' cultura. Una cultura forse diversa, ma di grande fascino.
Daniela Di Cecco

LA PRESENTAZIONE COMPLETA CON FOTO (500kb)pdf

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