Fotografia italiana: Esposimetro d’oro a Daniele Ciprì

Alessandro Biancardi

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TERAMO. L' Esposimetro d'oro per l'autore della migliore fotografia cinematografica italiana del 14° Premio “Gianni Di Venanzo” va a Daniele Cipri' per il film Vincere (2009) del regista Marco Bellocchio. Questa la motivazione della Giuria del Premio Di Venanzo, presieduta da Stefano Masi: “Per il cupo splendore di un'immagine espressionista, che materializza perfettamente il delirio dell'onnipotenza e il sonno della ragione”.
Vincere racconta la storia di Benito Albino Dalser, figlio del dittatore Benito Mussolini (interpretato da Filippo Timi) e di Ida Irene Dalser (interpretata da Giovanna Mezzogiorno).
Il riconoscimento sarà ritirato sabato 14 novembre 2009, nel corso della cerimonia di premiazione in programma presso il cineteatro Comunale di Teramo.
Daniele Ciprì (17 agosto 1962, Palermo) è regista, sceneggiatore, direttore della fotografia, montatore e anche compositore di colonne sonore. Figlio di un fotografo che aveva uno studio specializzato in servizi per matrimoni, nel 1986 avvia un sodalizio artistico con Franco Maresco, realizzando montaggi con frammenti di film per la televisione palermitana Tvm.
Ciprì e Maresco diventano popolari a partire dal 1990 con i corti di Cinico Tv, trasmessi a Fuori Orario di Enrico Ghezzi su Raitre.
Nel 1995 Ciprì realizza, sempre con Maresco, il primo lungometraggio, Lo zio di Brooklyn, dove, oltre a firmare la regia insieme al collega, si occupa anche della fotografia. Nel 1997 lavora come direttore della fotografia con Roberta Torre per il suo film Tano da morire.
Nel 1998 Ciprì e Maresco girano Totò che visse due volte, un film che aprì un autentico dibattito sulla censura in Italia. La Commissione di revisione cinematografica tentò in un primo momento di impedire l'uscita nelle sale; poi invocò la denuncia per vilipendio alla religione di stato: i registi e la produzione, dopo il processo, ne uscirono indenni. Del 1999 è il film Steve plays Duke, nel quale emerge la loro passione per la musica e il jazz.
Daniele Ciprì torna a lavorare con Roberta Torre, solo come direttore della fotografia, in Sud Side Story (2000) e in Angela (2002).
Nel 2003 Ciprì e Maresco presentano alla 60^ Mostra del Cinema di Venezia il film Il ritorno di Cagliostro e nel 2004, sempre a Venezia, arrivano con Come inguaiammo il cinema italiano, un omaggio a Franco Franchi e Ciccio Ingrassia.
Nel 2006 Ciprì cura la fotografia del film Mare nero di Roberta Torre. Nel 2009 lavora come direttore della fotografia in Vincere di Marco Bellocchio. Con Vincere, Ciprì ottiene il Nastro d'Argento per la migliore fotografia.

12/10/2009 8.41