Le "sorelle Materassi" al Comunale di Teramo

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

755

Terz'ultimo appuntamento per la Stagione di Prosa della Società della Musica e del Teatro Primo Riccitelli. Domani sera, alle ore 21, sul palcoscenico del Teatro Comunale, in scena “Sorelle Materassi”, per la regia di Maurizio Nicheti.
Sorelle Materassi è il romanzo più noto di Aldo Palazzeschi, scrittore fiorentino crepuscolare, futurista, provocatore, esponente di quel clima di sperimentazione culturale che ha caratterizzato gli inizi del ‘900.
Da sempre abituate a governare con rigore e serietà tanto la loro attività di “ricamatrici di bianco” quanto la loro stessa esistenza, Carolina e Teresa Materassi hanno un debole: il nipote Remo, cui non riescono a negare nulla. La giovinezza, la bellezza, la disinvoltura del ragazzo spingono le zie - trascinate da un affetto che sconfina sottilmente nell'attrazione - a piegarsi ai suoi comandi, bruciando in poco tempo i risparmi accumulati in anni di duro lavoro, per coprirne i debiti. Solo Giselda, la terza delle sorelle Materassi, sembra realizzare che Remo finirà col rovinarle, ma ogni suo monito cade nel vuoto davanti all'abilità con cui egli seduce e manovra.
Punto di equilibrio fra i quattro personaggi è Niobe, fedele cameriera di casa, che non si schiera con nessuno cercando sempre di far regnare la pace in famiglia.
Sorelle Materassi è solo apparentemente un romanzo tradizionale, incentrato su una trama semplice ed elegante, quasi umoristica. La bellissima storia d'amore, malinconica e gioiosa insieme, si muove tra situazioni che alternano il riso alla lacrima, e dove lo spirito beffardo di Palazzeschi diventa a tratti un gioco festoso, nel suo incedere tra canzoni salaci e travestimenti buffoneschi, sempre di solida e carnosa ironia. Il finale, grottescamente radioso e di grande modernità, porta il racconto alla conquista di una autonomia vitale delle due donne, che non abbasseranno la testa di fronte ai problemi ma, testardamente, riscatteranno la loro arte lavorativa di “ricamatrici in bianco”.
22/02/2006 11.50