Nasce nella biblioteca Delfico l’archivio audiovisivo. Il 24 la presentazione

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

1233

Volti, luoghi, le strade di Teramo dal ponte a catena a piazza Garibaldi, le aule del Liceo Classico e i suoi studenti a metà degli anni '60, interviste allo Svarietto negli anni '80. Sono solo alcuni frammenti del costituendo archivio audiovisivo abruzzese della Biblioteca Dèlfico, presentato agli organi d'informazione questa mattina nella sede della biblioteca alla presenza dell'assessore alla Cultura Rosanna Di Liberatore, del direttore della biblioteca Luigi Ponziani e del curatore dell'archivio Dimitri Bosi (il logo dell'archivio è invece di Marco Chiarini).

Dal passaggio alla nuova sede, nel mese di aprile 2004, la Dèlfico ha avviato, parallelamente al nuovo servizio di mediateca, una campagna di raccolta di materiale audiovisivo realizzato da e sul territorio regionale.

La ricerca, svolta spesso tra scantinanti e fondaci, ha condotto ad una dotazione di più di 3.000 ore di filmati, la cui provenienza è piuttosto eterogenea. Ci sono innanzitutto fondi di natura istituzionale, alcuni di piccola consistenza come quello del Teatro popolare o dell'Ente Provinciale per il Turismo, oppure più ricchi di materiale in pellicola come quelli del dismesso Ente Regionale per l'Agricoltura, composto da più di 60 bobine tra 16mm e super8.

Dalle istituzioni si passa ai privati e in particolare al fondo più consistente, quello dell'archivio della storica emittente privata Teleteramo, una delle prime emittenti private italiane che avvia le sue trasmissioni nel 1974 via cavo per poi passare all'etere: centinaia di cassette, nastri e materiali raccolti dalla Fondazione Tercas al momento della cessazione dell'attività dell'emittente e ceduti in comodato alla Biblioteca. Una mole sterminata di servizi giornalistici, pubblicità, partite di calcio, speciali, il cui valore storico è stato anche sancito dalla legge: nel testo unico sui beni culturali del dicembre 1999, i documenti fotografici, sonori e audiovisivi prodotti più di 25 anni fa sono considerati beni culturali speciali.

Tra il materiale fornito dai privati, ci sono inoltre i film famigliari, quelli girati soprattutto dagli anni ‘50 agli anni ‘70 nel formato super8 (che arriva sul mercato nel '65) e ancor prima in 8mm.

In molti fino ad ora hanno donato i propri filmini ma la raccolta del materiale non si esaurisce qui. La Biblioteca ha organizzato per venerdì 24 febbraio, alle ore 17, nella sala audiovisivi, un evento per promuovere e far conoscere la propria attività di ricerca sull'audiovisivo e per invitare i cittadini a donare il proprio materiale in pellicola allo scopo di conservarlo e soprattutto farlo convertire in un supporto digitale più fruibile da parte di tutti.

Sarà inoltre proiettato - con l'intervento di Paolo Simoni, responsabile del progetto dell'Archivio Nazionale dei film di famiglia realizzato con l'associazione Home Movies di Bologna - il film di Alina Marazzi, Un'ora sola ti vorrei, miglior documentario al Torino Film Festival e menzione speciale a Locarno nel 2002, la ricostruzione del passato della madre della regista attraverso l'archivio dei film famigliari, i film girati in gran parte dal nonno materno, l'editore Ulrico Hoepli.

Illustrate questa mattina anche altre iniziative della Biblioteca Delfico, che a partire da lunedì 27 febbraio svolgerà una serie di incontri con personaggi del mondo della narrativa e saggistica della letteratura italiana. Il primo, con Marco Lodoli, si terrà appunto lunedì, alle 17,30, nella corte interna di Palazzo Dèlfico.

Il calendario prevede altri incontri con Uliano Lucas (venerdì 31 marzo), Silvia Balestra (martedì 11 aprile), Stefano Massaron (venerdì 5 maggio).

Gli eventi s'inquadrano nell'ambito delle iniziative di promozione della lettura e di incontro tra il pubblico dei lettori e gli autori.

Tutti gli incontri si terranno nella corte interna di Palazzo Dèlfico, alle ore 17,30.

22/02/2006 9.53