Ascolti Tv: la rivinciata degli sport minori

Alessandro Biancardi

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Che lo sport in tv faccia ascolti nessuno l'avrebbe mai messo in dubbio: dice il decalogo del perfetto macho latino che, male che va, su un canale qualunque, una partita di calcio la si trova sempre.
Ma questa volta non sono i danzatori del tappeto verde a fare ascolti, ma gli acrobati della neve: è Torino 2006 che nella sua interezza di “fresco vento mediatico” fa mambassa di ascolti, togliendo dal podio (quello sì, senza medaglie) diverse trasmissioni di successo e ben radicate nel palinsesto Rai e Mediaset, con punte davvero alte (che fanno gola a sponsor e fanno felici i vertici di Viale Mazzini e Viale Europa): l'esibizione della coppia Fusar Poli – Margaglio ha sfondato il muro del 33% (circa nove milioni di spettatori, il tutto analizzabile qui insieme agli altri dati della giornata e della settimana).
Un terzo degli italiani in quel momento davanti la tv (la sera del 20 febbraio, lunedì) era incollato con occhi e cuore ai deliziosi movimenti del pattinaggio artistico in/di coppia, spingendo la coppia italiana verso una poi non riuscita scalata alla medaglia.
E pensare che i “nemici” del piccolo schermo erano i fortissimi ( negli ascolti ) “Ris 2” e “Orgoglio 3”; e un milioni di spettatori è stato sfiorato (con oltre il 10% di share) dalla trasmissioni, in seconda serata, “Buonanotte Torino”, che pur non essendo molto frizzate e viva, tiene davanti al piccolo schermo tante persone.
Questa esplosione di passione mediatica e non degli italiani per gli sport minori non è una novità, anzi. Basti pensare al successo di qualche anno fa della vela (ricordate
Luna Rossa?) che teneva svegli milioni di italiani nel cuore della notte, alle porte dell'alba, per seguirne gli sviluppi nella Coppa.
Oppure al recente successo di pubblico e critica sportiva del rugby ( che La7 propone spesso, con un buon riscontro ) o di altri sport spesso snobbati ( il canale SportItalia
- www.sportitalia.com - ne propone tantissimi, dal curling - al poker, passando per le corse automobilistiche minori e la pallavolo nazionale e minore ).
Ci si può augurare che sia un buon punto di partenza per una televisione che spesso tende a nauseare il pubblico con una monotonia fastidiosa, in termini di sport ( sempre e solo calcio ) ma non solo ( l'invasione delle fiction ne è testimone ); monotonia che purtroppo alimenta se stessa e il pubblico proprio grazie a questa quotidianità acquisita nel tempo e che è diventata a lungo andare la vera forza della televisione moderna.
Ernesto Valerio 22/02/2006 9.13