Festival internazionale di Chitarra: l’edizione 2009 tra la costa e L’Aquila

Alessandro Biancardi

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L'AQUILA. Dal 27 settembre al 3 ottobre si svolgerà la XVI edizione del Festival Internazionale della Chitarra, evento musicale organizzato dalla Accademia Chitarristica Aquilana (diretta dal Maestro Agostino Valente).
Quest'anno a causa del sisma l'iniziativa si svilupperà fra costa abruzzese (Roseto ed Atri) e strutture aquilane dotate ancora di ricettività (Centro Servizi della Carispaq).
Interverranno, vari concertisti italiani e stranieri e l'avvio, con una perfomance di chitarra classica del Maestro Agostino Valente, ci sarà domenica 27 settembre a Roseto al Teatro del Mare Lungomare Nord), alle ore 18.
«Il terremoto che ha colpito l´Aquila il 6 aprile scorso ha coperto di polvere centinaia di sogni. La nostra musica si è interrotta, almeno per qualche tempo, come è sembrato interrompersi la nostra memoria», ha detto Valente, «suoni e memorie coesistono colla tirannia del tempo, ne sfruttano la capacità “dinamica” di non essere mai esattamente uguale a sé stesso e lottano per non sprofondare nella corsa verso il nulla. Entrambi, come un fiume carsico, scompaiono per poi riapparire a distanza; si muovono in faticose salite e precipitose discese, come vagoncini delle montagne russe. Ma, proprio per questo, musica e ricordi non “tacciono” mai definitivamente ed anzi le intermittenze (dei sentimenti, delle memorie, dei suoni…) sono la caratteristica della storia della musica e dei ricordi. Il bilancio di un terremoto è sempre drammatico ed anche chi sopravvive perde almeno qualcosa, in termini di sicurezza, di passato, di storia, di identità».
«L´edizione del 2009, quella del forzato esilio e del lutto drammatico», ha aggiunto, «quella sviluppata fra la vecchia città colpita a morte ed il mare accogliente, sarà ricordata come il passaggio corale verso il recupero della memoria e dei luoghi perduti; una occasione per una visione comunitaria nuova che ci lanci verso una ricostruzione vera, quella di una normale vita quotidiana condivisa con altri, togliendo dai nostri cuori la convinzione che il terremoto è un segno del cielo ed una scusa per interessi oscuri e ci convinca, invece, che anche una occasione, drammatica ma certa, per riempirci di nuove energie e sviluppare una nuova cultura per il nostro e per tutti i paesi d´Abruzzo».
23/09/2009 11.13