Domenica primo concerto istituzioni abruzzesi dopo il sisma

Alessandro Biancardi

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L'AQUILA. Domani, domenica 10 maggio, alle ore 17.00 appuntamento all'auditorium della scuola ispettori e soprintendenti della Guardia di Finanza de L'Aquila, a Coppito, per il primo concerto ideato da alcune delle maggiori istituzioni culturali aquilane e abruzzesi.
Il concerto si svolge in collaborazione con il Teatro stabile d'Abruzzo, l'Atam e la Società dei Concerti Barattelli.
La data della manifestazione non è stata scelta a caso. Il 10 maggio, infatti, cade nel primo anniversario dei funerali di stato delle vittime del sisma del 6 aprile.
L'Orchestra sinfonica abruzzese, diretta dai maestri Vittorio Antonellini e Marcello Bufalini, eseguirà l'Ave Verum Corpus per coro e orchestra K 168 ed il Requiem in re minore per coro e orchestra K 626 di Mozart.
Alle musiche seguiranno letture teatrali a cura di Bartolomeo Giusti e Claudio Marchione, coordinati da Roberta Gargano, che interpreteranno il salmo 22 dell'Antico Testamento ed il 33° canto del Paradiso della Divina Commedia di Dante.
Il coro sarà composto da elementi del Teatro Marruccino di Chieti, da allievi del Conservatorio e delle corali 99 e Gran Sasso. I solisti saranno il soprano Maria Rita D'Orazio, il mezzo soprano Valentina Di Cola, il tenore Marco Iezzi ed il baritono Giampaolo Fiocchi.
«L'Aquila ha una cultura contemporanea da tutelare» - sottolinea il maestro Vittorio Antonellini - «sembra quasi offensivo in questo momento dare spazio all'arte quando le priorità sono alte. Non bisogna dimenticare però che a Milano, dopo il bombardamento, si ripartì dalla Scala. Musica e cultura sono elementi utili per ridare la giusta dose di fiducia».
«Questa collaborazione tra le istituzioni culturali non dovrà fermarsi a domenica sera» - osserva Anna Maria Ximenes, assessore alle Politiche culturali del Comune de L'Aquila - «va creato un consorzio tra le organizzazioni di questo settore».
La Ximenes individua le priorità: «se non rendiamo di nuovo fruibile il centro storico e se non riapriamo cinema, teatri e auditorium non abbiamo speranze. Da questo punto di vista il Comune non può agire con propri fondi. Dovranno essere lo Stato e la Regione ad erogare i fondi necessari a tali scopi».
«Da tutelare» - conclude l'assessore alle Politiche culturali - «ci sono anche i 200 lavoratori che sono alle dipendenze delle istituzioni culturali aquilane, colpiti dal terremoto e già segnati precedentemente da eventuali tagli al personale per la crisi».

09/05/2009 9.22