Terremoto, a Vasto note non solo aquilane per far ripartire il capoluogo

Alessandro Biancardi

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VASTO. Si intitola “Note da ricostruire” la rassegna musicale organizzata a Vasto dal musicista Marco Salcito per dare un aiuto concreto alle zone abruzzesi colpite dal sisma.
Cinque gli appuntamenti in programma, da dopodomani (9 maggio) al 27 giugno, tutti i sabato alle 19.30 al Teatro delle “Figlie della Croce”, in via Madonna dell'Asilo.
Il costo del biglietto per assistere ai singoli concerti è 5 euro: l'intero ricavato sarà devoluto ai musicisti aquilani che a causa del terremoto hanno perso case, lavoro e strumenti.
Parteciperanno alla kermesse musicisti aquilani come “Gli Archi del Cherubino”, complesso da camera del capoluogo, trasferitosi a Pescara (9 maggio); Gianluca Sulli, primo clarinetto dell'Orchestra Sinfonica Abruzzese (6 giugno); l'ensemble “Saxofone” del Conservatorio di Rodi Garganico (16 maggio); i “Ratablò”, gruppo di musica popolare di Sulmona (23 maggio); i cori polifonici “Histonium” e “Stella Maris” e il coro “Gospel Angel's Eyes” di Vasto (27 giugno). Prevista anche una serata, il 20 giugno, in cui si alterneranno, e poi chiuderanno in jam session, tre gruppi jazz provenienti da diverse province.
La manifestazione è sostenuta da Comune di Vasto, associazione musicale “Tercer Empleo”, Avis provinciale di Chieti e Banca Carim.
«Nella tragedia che ha sconvolto la nostra regione – sottolinea Marco Salcito - non solo sono andati persi vite umane, case, edifici e chiese ma, in pochi secondi, è stata anche cancellata una parte importante della vita di una città millenaria come L'Aquila: la sua cultura musicale. La musica a L'Aquila era assolutamente compenetrata con il tessuto sociale. L'Istituzione Sinfonica Abruzzese, i Solisti Aquilani, gli Archi del Cherubino, l'Officina Musicale, il Festival internazionale di chitarra e tanti altre realtà di musica antica e contemporanea prosperavano in questa città d'arte che si ergeva a baluardo di tradizioni secolari e spesso era d'esempio per molte altre città d'Italia che cercavano di imitarne l'organizzazione e l'intraprendenza culturale».
08/05/2009 11.30