"Un certo Signor G", Neri Marcorè arriva a Teramo

Alessandro Biancardi

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TERAMO. Martedì 24, mercoledì 25 e giovedì 26 febbraio prossimi per la Stagione di Prosa della Riccitelli, “Un certo Signor G” sarà di scena al Teatro Comunale di Teramo.
Lo spettacolo, interpretato da Neri Marcorè, è prodotto dal Teatro dell'Archivolto di Genova e dalla Fondazione Giorgio Gaber.
Tratto dall'opera di Giorgio Gaber e Sandro Luporini, vedrà la partecipazione delle pianiste Silvia Cucchi e Vicky Schaetzinger. La regia è di Giorgio Gallione

Un certo signor G è l'occasione per rileggere, rivisitare, re-interpretare l'opera di Giorgio Gaber. A più di 35 anni di distanza (Il signor G nasce nel 1970), con mano libera e pudica, ci si accosterà ad un personaggio, ad uno stile, ai contenuti e ai linguaggi di un artista geniale ed innovatore, sempre autonomo e fedele a se stesso. Il Signor G sarà un'esplorazione nel beffardo, paradossale, buffonesco mondo di questa maschera di uomo comune che si interroga, comicamente impotente, sul senso della propria vita, sempre sfiorata dal pericolo dell'imbecillità e del qualunquismo. Per questo ci si è ispirati, riproponendole e rimontandole, alle prime esperienze teatrali di Gaber, quelle del Signor G appunto, ma anche quelle di Dialogo tra un impegnato e un non so, Far finta di essere sani, Anche per oggi non si vola (siamo tra il 1970 e il 1974), rifacendosi anche stilisticamente alle forme del ‘teatro canzone', invenzione gaberiana continuamente perfezionata nel corso di vari spettacoli, geniale intreccio di monologhi e melologhi, musica e canzoni. Neri Marcorè sarà il signor G trent'anni dopo; solo sul palcoscenico, accompagnato da due pianiste, a riscoprire un'opera, quella di Gaber e Luporini, da considerare un'invenzione senza tempo di scadenza, un classico moderno che tra ironia, malinconia, istanze civili e comico paradosso si interroga sui destini dell'uomo moderno, in bilico tra utopia, impotenza, razzismo, amore, consumismo, paura e sogno. Un individuo che rischia di perdere i pezzi e che soffre, dice Gaber, dei mali più comuni e alla moda: nevrosi acuta, condizionamento totale, visione delle cose vicino allo zero: una persona normale insomma.

Gli ultimi biglietti saranno messi in vendita nei giorni degli spettacoli al botteghino del teatro dalle ore 16.
23/02/2009 11.40