Codacons:«Gli abbonati possono fare causa alla rai per "Affari tuoi"»

Alessandro Biancardi

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ROMA. Milioni di abbonati alla Rai possono fare causa all'azienda di viale Mazzini e alla Endemol «per aver dovuto assistere ad un gioco a premi vietato dalla legge e chiedere il danno da lesione della buona fede anche i concorrenti esclusi dal gioco o che non hanno vinto».
Lo sostiene il Codacons, che torna alla carica sulla questione 'Affari Tuoi', il programma di Raiuno attualmente condotto da Max Giusti. Una vicenda che per l'associazione di tutela dei consumatori vede contrapposti il Codacons stesso e Ministero dello Sviluppo economico da una parte e «Rai e Endemol dall'altra» e «dopo la decisione del Ministero relativamente al gioco dei pacchi, si avvicina un mega risarcimento per tutti i milioni di abbonati alla Rai che possono provare di aver assistito alla trasmissione 'Affari tuoi' negli anni 2005-2006: costoro possono fare causa alla Rai dinanzi al Giudice di Pace per il danno esistenziale consistito nel tempo perso e nella lesione della buona fede».
Intanto l'associazione annuncia che sta raccogliendo «le segnalazioni di cittadini che hanno tentato di partecipare comeconcorrenti alla trasmissione, ma sono stati esclusi dal gioco, e di alcuni giocatori che pur partecipando non hanno vinto nulla».
Gia' una ventina le cause di risarcimento da parte di costoro contro Rai e Endemol, in preparazione davanti al Giudice di Pace.
E in merito alle querele minacciate da Rai e Endemol contro il Codacons, l'associazione precisa che «i giudici penali gia' in passato hanno respinto le denunce presentate contro l'associazione, ritenendo piu' che fondati i dubbi sollevati dal Codacons, al punto tale che Paolo Bassetti (Endemol) e' stato addirittura rinviato a giudizio per diffamazione ai danni dell'associazione e del suo presidente Carlo Rienzi, e dovra' comparire tra qualche settimana davanti
ai giudici. Esemplare a tal fine - dice il Codacons - le motivazioni con cui il giudice del Tribunale ordinario di Roma, Marco Mancinetti, ha archiviato le querele presentate da Flavio Insinna e Fabrizio Del Noce contro i sospetti sollevati su Affari tuoi: «in una trasmissione televisiva in cui vengono distribuiti premi in denaro e che dichiaratamente ambisce ad assumere di fronte al pubblico crismi di serieta' e trasparenza, tanto da prevedere in studio la presenza di un notaio, occorre che la casualita' del gioco sia garantita non solo sul piano della sostanza, ma anche sul piano dell'apparenza. Non si vedrebbe altrimenti la ragione di tenere un notaio in studio, peraltro costantemente chiamato in causa dal conduttore'. 'E' dunque onere dei responsabili del programma scongiurare provvedimenti tenuti in trasmissione dal pubblico e dai concorrenti, idonei a ledere l'immagine di serieta' e regolarita' del gioco. Altrimenti, e' inevitabile che possano essere sollevati dubbi e sospetti: nella situazione descritta e' fuori discussione che la critica sia avvenuta su presupposti di fatto fondati e inoppugnabili'».
Ora «la Rai dovra' chiedere indietro i milioni di euro erogati attraverso i premi elargiti nell'edizione del 2005 di 'Affari Tuoi' - conclude il Codacons - e i dirigenti dell'azienda di allora dovranno essere processati dalla Corte dei Conti per i danni causati all'Erario».

12/01/2009 8.31