La Siberian Symphony Orchestra a L’Aquila

Alessandro Biancardi

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L'AQUILA. Anche il secondo appuntamento sinfonico del 63.mo cartellone della Società Aquilana dei Concerti “B.Barattelli” si svolge all'Auditorium “Gen S.Florio” della Scuola Guardia di Finanza ed è in una serata diversa dalla solita domenica. Infatti si esibirà venerdì 31 ottobre, con inizio alle ore 19, una delle migliori realtà musicali russe: la Siberian Symphony Orchestra di Omsk diretta da Evgeny Samoylov.
Fondata del 1967, l'Orchestra Siberiana ha lavorato con tutti i più grandi del mondo e la sua prima tournée italiana risale al 1994. Torna quest'anno per un tour molto intenso dal 17 ottobre al 4 novembre 2008 e già ha toccato altre città abruzzesi come Pescara e Sulmona.
Quello dell'Aquila è il primo concerto con la straordinaria violoncellista russa Natalia Gutman e, soprattutto, sarà l'unico dell'intera tournée che avrà l'esecuzione della celebre suite sinfonica Schéhérazade di Nikolaj Rimskij-Korsakov, una attenzione riservata alla “Barattelli” in occasione del centenario della morte del compositore russo.
Natalia Gutman interpreterà, con il suo preziosissimo strumento firmato Guarnieri del Gesù, una delle pagine più note del repertorio violoncellistico, il secondo Concerto di Antonin Dvoràk.
Coevi ma molto differenti fra loro questi due autori: Dvoràk, un cèco suddito dell'impero asburgico, e perciò imbevuto delle strutture di pensiero musicale mitteleuropeo e Rimskij-Korsakov un russo totalmente immerso nella sua cultura.
Così se il Concerto per violoncello e orchestra in si min. op. 104, del 1894-95 di Dvoràk ha una struttura melodica dei temi che, pur ispirandosi a diversi repertori popolari, rispetta la forma complessiva di Brahms, con uno spicco virtuosistico e cantabile attribuito al solista, la Schéhérazade, suite sinfonica op. 35 dalle ‘Mille e una notte' di Rimskij-Korsakov, composta nell'estate del 1888, rappresenta un raggiungimento altrettanto brillante, in fatto di orchestrazione ed equilibrio tra solidità formale e descrittivismo. Il programma della suite, così definita poiché i movimenti hanno un disegno non unitario: è possibile indovinare nei temi ricorrenti e nei pannelli musicali, varie immagini, come ad esempio: la protagonista che racconta storie ogni notte al Sultano sposo, dissuadendolo così dall'ordinare la condanna a morte che lo stesso Sultano – tradito dalla prima moglie – ha decretato per tutte le sue spose (questo, esposto dal violino solista, è l'unico vero Leitmotiv semantizzato del brano, presentato all'inizio, nel corso e alla fine della suite), il vivace Mercato di Baghdad, il racconto del principe Kalender, il viaggio e naufragio della nave di Sinbad. Tutti i movimenti sono attraversati da altri temi ricorrenti, senza che essi abbiano un significato extra-musicale chiaro ed univoco. Schéhérazade rimane per questo il lavoro sinfonico più significativo di Rimskij-Korsakov, quello più famoso e amato da orchestre e pubblico.


30/10/2008 9.39