Giuliano Palma stasera in concerto a Giulianova

Alessandro Biancardi

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GIULIANOVA. Ok, l'appuntamento è stato fissato per oggi venerdì 13, ma noi non siamo superstiziosi, e dunque ci prepariamo per il concerto di Giuliano Palma & The Bluebeaters, affezionatissimi all'Abruzzo, dal momento che tornano nella nostra regione per l'ennesima volta.
In questo caso, l'occasione è offerta da "Giugno Giovani", a Giulianova: "Giuliano va… a Giulianova", dunque, questa sera a partire dalle 21, in piazza Dalmazia. L'ultimo album dei Bluebeaters si intitola "Boogaloo": seguendo lo spirito fortemente amante del "vintage" che anima da sempre la band, stavolta il riferimento è ad un vecchio genere musicale, che fonde Rhythm and Blues e ritmi cubani, molto popolare negli Stati Uniti verso la fine degli anni '60.
«Il Boogaloo sta alla musica latina come lo ska alla Giamaica», spiega Giuliano Palma detto “The King”, quasi a sottolineare che stavolta la sua "orchestra" è andata a pescare più fuori che dentro l'isola caraibica.
L'album, uscito lo scorso 12 ottobre, è stato finora trainato da due singoli molto celebri, "Tutta mia la città" dell'Equipe 84 e "Testarda io" di Iva Zanicchi-Cristiano Malgioglio, entrambi riletti ovviamente in versione ska, com'è da sempre caratteristica dei Bluebeaters. Da segnalare anche, nel disco, la presenza di una reggaeggiante "Pensiero d'amore" di Mal e addirittura del primo brano inedito firmato Bluebeaters, che finora avevano sempre interpretato cover.
"Long Playing" è invece il precedente album del gruppo, che, come racconta Giuliano Palma, «all'inizio doveva avere tutt'altro titolo: volevamo chiamarlo "Rock And Roll", perché più di una canzone arrivava dalla scena rock e questa era una novità rispetto a "The Album" (il primo cd, ndr), in cui il genere era rappresentato solo dal pezzo di Gene Simmons "See You Tonite". Poi però abbiamo scelto "Long Playing" perché ci sono ben 22 tracce, anche se lo spirito rock and roll rimane perché in fondo è come siamo noi: soprattutto in tour diventiamo selvaggi, un po' zingari». Il nome dei Bluebeaters è un omaggio alla musica giamaicana degli anni '60, il “bluebeat”, anche se il gruppo affonda le radici a Torino nel 1993: i Fratelli di Soledad volevano Giuliano Palma per cantare dal vivo la loro “Col sangue agli occhi”, e nacque l'idea di una live band, di un gruppo formato da elementi di Casino Royale, Africa Unite e Reggae National Tickets, appassionati di rocksteady giamaicano e soul americano.
I Bluebeaters non suonano solo classici dello ska, ma riarrangiano anche alcuni brani commerciali con la stessa disinvoltura: "Believe" di Cher ne è un esempio celebre. «Per definire i Bluebeaters - spiega Palma - userei una metafora che ci segue ormai dall'inizio: la buona cucina. La nostra musica è per buongustai, sia rispetto alla scelta delle canzoni che agli arrangiamenti. Noi siamo i cuochi». Nel suo curriculum artistico, Giuliano Palma vanta anche una lunga militanza nei Casino Royale e un disco solista, “GP”, pubblicato qualche anno fa.

Massimo Giuliano 13/06/2008 10.27