Al Massimo tra l’utopia del ’68, Orson Welles e il cinema di Damianos

Alessandro Biancardi

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PESCARA. Ancora una giornata di grande interesse al Cinema Massimo, con numerosi incontri e rarità cinematografiche nel corso della manifestazione dedicata alle diverse declinazioni e mutazioni del mito e del set mediterraneo.
In sala 2, alle 11, Mary di Abel Ferrara: Juliette Binoche, Forrest Whitaker, Matthew Modine, Stefania Rocca compiono con Ferrara questo viaggio nella figura di Maria Maddalena e nei vangeli apocrifi.
Alle 12, in sala 3, l'incontro con uno dei più grandi montatori italiani, Roberto Perpignani: per parlare del cinema di Welles e del lavoro che Perpignani fece con Welles per l'Othello.
Altro incontro di grande importanza quello delle 16,30 in sala 3 su Alexis Damianos. A parlare del regista greco Artemis Kapasakali, Michel Demopoulos, Lakis Papastathis. A seguire, due film, uno su Damianos (Il regista canta) e uno di Damianos, Iniohos. Ancora del regista greco in sala 1, alle 23, Evdokia.
Alle 17,45 in sala 1 Il ginocchio di Artemide di Jean Marie Straub: 28 minuti che scoprono la materia dei sogni, che giocano e lavorano sullo spazio e sul tempo, nello spazio e nel tempo.
E subito dopo l'incontro con Marc'O alle 18,15 in sala 1. Con Marc'O, Ettore Rosboch, Bulle Ogier, Cristina Tullio Altan. Marc'O sarà presente alla proiezione delle 21, Les Idoles, il suo film del 1968.
Alle 20,30 in sala 2 invece Un film parlato di Manoel De Oliveira, con John Malcovich, Catherine Deneuve, Stefania Sandrelli, Irene Papas. Una madre e una bambina in viaggio, per nave, verso Bombay, dove le cinque lingue che lo animano compongono un complesso apparato sonoro. E San Sebastiano che ritorna in una mattinata di nebbia per salvare il mondo…
30/05/2008 11.09

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