Il Quartetto d’Archi della Scala e quello dei Solisti Aquilani in concerto

Alessandro Biancardi

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L’AQUILA. Il Quartetto d’Archi della Scala e il Quartetto d’Archi dei Solisti Aquilani insieme per la stagione concertistica 2008.



Della formazione scaligera Riccardo Muti ha scritto: “…Quartetto di rara eccellenza tecnica e musicale. La bellezza del suono e la preziosa cantabilità, propria di chi ha grande dimestichezza anche con il mondo dell'opera, ne fanno un gruppo da ascoltare con particolare gioia ed emozione”.
La prima formazione del Quartetto d'Archi della Scala risale al 1953, quando le prime parti sentirono l'esidenza di sviluppare un importante discorro musicale cameristico seguendo l'esempio delle più grandi orchestre del mondo.
Nel corso dei decenni il Quartetto d'Archi della Scala è stato protagonista di importanti eventi musicali e preziose registrazioni.
Dopo qualche anno di pausa, quattro giovani musicisti, vincitori di numerosi concorsi solistici internazionali e prime parti dell'Orchestra del teatro, hanno deciso di ridare vita a questa prestigiosa formazione. Si chiamano Francesco Manara e Pierangelo Negri, violini, Simone Braconi, viola, Massimo Polidori, violoncello.
Duetteranno, domenica 6 aprile con l'analoga formazione dei Solisti Aquilani, costituita da Irene Tella eLuca Marziali, violini; Federico Micheli, viola, Massimo Magri, violoncello.
Bacchetta della matinée in musica Vincenzo Mariozzi, tra i più grandi clarinettisti dell'attuale panorama internazionale e apprezzato direttore d'orchestra, da alcuni anni alla guida dell'Ensemble abruzzese.
Il concerto si apre con un'opera postuma di Schubert, il Quartettsatz n. 12 in do minore, dalla evidenza cristallina e scandito da armonia, preziose varietà timbriche e soffuso colore. A seguire il Quintetto in si min. per clarinetto e archi di Brahms, esempio di straordinario equilibrio tra la condotta melodica e la ricchezza dei contrasti.
Il concerto si chiude sulle note dell'Ottetto in mi bem. per archi, op. 20 di Mendelssohn Bartholdy, opera di grande efficacia ed esempio unico nel suo genere. Si tratta di una pagina dalla solida struttura e dalla grande varietà polifonica; e tuttavia la sua qualtà più saliente risiede nella impronta orchestarale e nell'equilibrio perfetto che regna tra le parti.
03/04/2008 14.16