"Canto perché non so nuotare... da 40 anni": weekend con Massimo Ranieri

Alessandro Biancardi

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PESCARA. Massimo Ranieri è pronto per portare anche a Pescara (Teatro Massimo) un concerto che ha i colori e le emozioni di un grande show. All'iniziale data del 6 aprile, andata sold out in poche ore, l'artista napoletano ha dovuto aggiungere un'ulteriore tappa, il 5 aprile: in entrambi i casi, si inizierà alle 21.
In “Canto perché non so nuotare... da 40 anni”, Ranieri canta, balla e recita raccontando tappe emozionanti della sua vita. Anche questa volta, Massimo interpreta i suoi brani più famosi ed amati dal pubblico, ma oltre a questo esegue per la prima volta alcune fra le più belle canzoni d'autore degli ultimi decenni: motivi di grandi cantanti come Battisti, Battiato, Mina ed altri.
In scena con Ranieri troviamo un'orchestra di tutte donne ed un corpo di ballo sempre completamente al femminile.
Le coreografie sono di Franco Miseria, arricchite dai costumi di Giovanni Ciacci che rendono ogni brano un quadro a sé. Suo compagno di viaggio è anche il piccolo Lele D'Angelo, nei panni di un amico immaginario che sorprenderà gli spettatori con un numero degno di Broadway. Alla fine del 2006 Massimo Ranieri ha deciso di “regalarsi” un album dove potesse cantare le proprie canzoni oltre a quelle che aveva sempre amato: è nato così il doppio cd “Canto perché non so nuotare... da 40 anni”.
«Questo disco - dice Ranieri - è un regalo che mi sono fatto per i miei quarant'anni di musica. Ci sono tutti i brani che il pubblico ha fatto diventare grandi successi, e poi ci sono alcune fra le più belle canzoni d'autore degli ultimi decenni. Alcune le cantavo da piccolo tra i tavolini dei bar di Napoli, altre avevo sempre sognato di cantarle. Ho cominciato a cantare a 8 anni per un motivo soltanto: la paura. Ma questa è la storia che vi racconterò…».
Una curiosità: nel 2004 Massimo Ranieri si è cimentato per la prima volta nella regia di opere liriche per alcuni dei teatri più prestigiosi d'Italia, come il San Carlo di Napoli, dove ha curato la messa in scena dell'Elisir d'Amore di Donizetti. Sempre nel 2006, altra regia lirica a Trieste per La Traviata. Ma più della regia conta, nel suo cuore, l'esibizione su un palcoscenico, davanti a migliaia di persone. Anche perché Ranieri, prima di intraprendere questa doppia esperienza, aveva un brutto ricordo del canto lirico: «Molti anni fa – racconta – dovevo essere doppiato in un film con la voce di Caruso, fingendo di cantare. Sì, insomma, dovevo esibirmi in playback. Solo che io non ne sono capace. Risultato? Mi sono sgolato!». Negli anni passati, Massimo Ranieri ha realizzato più di un cd dedicato alla musica napoletana. Da cosa nacque quell'esperienza? «Ad un certo punto – racconta – ho aperto una porta della mia casa e ho trovato il tesoro. La prima cosa che mi sono chiesto è stata: “Come mai in tanti anni non ci ho mai fatto caso, a questo tesoro?”. Così ho deciso di reinterpretare quei classici partenopei, e mi sono rinvigorito! Quegli album sono stati realizzati insieme a Mauro Pagani “senza pensare all'Auditel”, perché anche nel mondo della musica c'è l'Auditel».

Massimo Giuliano 03/04/2008 10.40