Appuntamento con Beppe Vessicchio per "Le altre parole del teatro"

Alessandro Biancardi

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Quando le note non indossano il frac. La musica nel teatro ospite di seconda fila o coprotagonista di una grande avventura creativa?
Nell'ambito delle iniziative della Società della Musica e del Teatro Primo Riccitelli domani pomeriggio, alle 17, nella Sala polifunzionale della provincia si svolgerà l'appuntamento con Peppe Vessicchio, per “Le altre parole del Teatro”.

Compositore e direttore d'orchestra, prevalentemente nell'ambito della musica leggera e della televisione ma anche del teatro, è nato a Napoli nel 1956 dove ha mosso i primi passi artistici realizzando dischi per cantanti come Buonocore, Bennato, Di Capri, Gagliardi, Sastri e numerosi altri.
Dopo una fertile collaborazione con Gino Paoli, con il quale è anche autore di vari successi come "Tì lascio una canzone", Cosa farò da grande", ''Coppi'' ed altri, prosegue nel suo lavoro di arrangiatore sia per programmi televisivi ("Va' pensiero", "Club 92", "Buona Domenica", "Viva Napoli', "30 Ore per la Vita", ecc.) che per produzioni discografiche con artisti come Roberto Vecchioni Fred Bongusto, i Baraonna, Lorella Cuccarini, Andrea Bocelli, Elio e le Storie Tese, Syria e Zucchero, per il quale, tra l'altro, dirige in mondovisione il concerto dal Kremlino, in occasione del decennale della morte di J. Lennon.Presenza fissa al "Festival di Sanremo" dal 1990, riceve il premio come migliore arrangiatore nel '94 e nel '97 dalla giuria speciale presieduta da Luciano Pavarotti.
Peppe Vessicchio incontra la musica in modo casuale All'inizio degli Anni 60. Il fratello, che a livello amatoriale suona chitarra e fisarmonica, gli fa ascoltare “Giochi proibiti” per sola chitarra. Da quel momento la musica è diventata la sua strada più sicura per incontrare persone e comunicare, un luogo rassicurante. Vessicchio ha iniziato a lavorare come arrangiatore. Per il primo lavoro, che consisteva nel realizzare un brano per Adelmo Ferrari (in arte Adelmo Bonocore), non fu neanche pagato. Mentre la prima commissione fu la realizzazione di un LP per Peppino Gagliardi, negli Anni 80. Peppe Vessicchio ha diviso la sua vita in due fasi. Nella prima la ricerca di un mondo sognato, lontano dalla realtà in cui viveva. Il linguaggio che adottava era americano. Poi è subentrata la seconda fase, una ricerca di elementi più aderenti a quello che gli appartiene come storia, un ritorno alle radici napoletane. l 4 marzo del 1997 al Teatro Nuovo di Milano ha debuttato “Grease”. Un progetto che lo ha spostato dalla sua concezione di musical, sicuramente più classica. Il giorno della prima Vessicchio capì il variegato mondo del linguaggio musicale. Un passaggio che nel corso degli anni lo avrebbe portato ad insegnare alla scuola di “Amici”.
09/01/2006 13.30