Morricone: «quando amo troppo sbaglio»

Alessandro Biancardi

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L'AQUILA. Un'anteprima del volume che ripercorre la sua straordinaria carriera. L'Abruzzo ieri ha reso omaggio al Premio Oscar, Ennio Morricone, con un evento promosso dalla Regione, in collaborazione con l'Accademia dell'Immagine per presentare al pubblico "Morricone- cinema e oltre" a cura di Gabriele Lucci.
Il volume è impreziosito dalla prefazione di Giuseppe Tornatore e porta in allegato un cd, contenente brani scelti dallo stesso maestro tra musica per il cinema e musica da concerto.
Contiene testi inediti scritti dal maestro, che rivela i segreti della sua produzione nota e meno nota, dagli anni Sessanta fino ad oggi.
Autore di oltre 450 colonne sonore per film e più di cento composizioni destinate alla sala da concerto, premiato in tutto il mondo per la sua opera, recentemente Morricone è stato insignito dell'Oscar alla carriera.
«Ho l'abitudine - ha risposto il compositore ai giornalisti - di mettermi sempre in discussione. Questa presentazione di oggi chiude bene una parte professionale. Domani per me ne comincerà un'altra.
Ogni testo è come se fosse il primo, e come fosse l'ultimo. Non mi sento mai arrivato, mi rimetto sempre in gioco. E' sempre mia moglie - ha concluso sorridendo - la prima ad ascoltare le mie musiche. E' lei a darmi l'ok o a bocciarle. Del suo consiglio mi fido».
Quali note userebbe se dovesse comporre una colonna sonora dedicata all'Italia di questi giorni? «Una musica diversa da tante altre con due poli contrapposti. Non parlo di poli politici - ha spiegato - ma di una polarità dissonante e una polarità consonante che si incontrano e si scontrano. Questa potrebbe essere l'idea di una colonna sonora con la speranza che alla fine tutto diventi consonante. Non so se questo può succedere. Spero di sì, che tutti pensino al nostro Paese e quindi questo scontro di dissonanze e consonanze contemporanee si risolva poi in una accordo di 'Do maggiore' che è l'accordo più pacifico che esiste».
Ma sul giudizio delle sue opere è la moglie ad avere la risposta definitiva. «Mi capita parecchie volte di strappare le cose», ha rivelato ancora. «Ad esempio, molte volte getto via delle cose che mia moglie, alla quale le faccio sentire sempre prima di tutti, dice che non valgono niente. Mia moglie e' il mio primo interlocutore, poi viene il regista. Io non so giudicarmi».
«Io - ha aggiunto – avrei gettato via tanti pezzi se non mi avesse fermato il regista. Mi sono accorto, purtroppo, tanti anni fa, quando mi sono messo a scrivere la musica di un film che amavo moltissimo, che qualche volta ho sbagliato perchè qualche volta amare troppo fa sbagliare. Si caricano troppo le cose, quello che si sente, e si sbaglia»

27/11/2007 9.19