Oggi al Sulmonacinema Film Festival le "Parole Sante" di Ascanio Celestini

Alessandro Biancardi

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SULMONA. Il XXV Sulmonacinema Film Festival ospita oggi alle 19, presso il Cinema Pacifico, la proiezione del nuovo, interessante progetto di Ascanio Celestini: “Parole Sante”.
Un unico prodotto che unisce cinema e – per la prima volta nel percorso di questo estroso performer – musica. Con il suo modo di fare teatro e la sua grande capacità di trasmettere, Ascanio Celestini propone da anni spettacoli di facile accessibilità e di straordinaria profondità, raccontando storie di lavoro, di guerra, emigrazione e follia.
I suoi scritti e le sue rappresentazioni sceniche nascono sempre da un lavoro di raccolta di materiale lungo e approfondito, da indagini condotte attraverso interviste e laboratori. Ora sono usciti due lavori che portano lo stesso titolo: “Parole Sante”. Il primo è un documentario che racconta la vicenda di un gruppo di lavoratori di call center, parlando di persone che hanno vissuto e stanno vivendo la precarietà. Ed è proprio questo lungometraggio ad essere in concorso al Sulmonacinema Film Festival. Il secondo, invece, è un disco, il primo nella carriera di Ascanio Celestini, già vincitore del Premio Ciampi come miglior debutto discografico del 2007. Con "Parole Sante", Celestini conferma di essere un artista a 360° cimentandosi nell'uso, dopo teatro, cinema, radio e televisione, anche della musica come forma espressiva. Canta storie di vissuto di ogni giorno, alternando la canzone del ladro che ruba nella casa del ladro alla storia dei lavoratori precari, per poi passare dai caduti di Nassyria a Nicola Calipari e infine ai poveri partigiani che ritirano la pensione alla posta. Nella pellicola, diretta, sceneggiata e interpretata da Celestini, si viene catapultati a Cinecittà, quartiere di Roma molto popoloso, ove sorge uno dei primi centri commerciali della Capitale. E proprio nei pressi dei celebri studi cinematografici che in passato hanno reso possibili tanti sogni della gente comune, si trova il call center di una grande compagnia telefonica. Il call center, inutile negarlo, è oggi l'emblema della precarietà; ed è proprio ruotando attorno a questo simbolo che Ascanio Celestini racconta, per dirla con le sue stesse parole, le peripezie di «quattromila lavoratori precari» che attraversano per 24 ore al giorno «il portone di un'anonima palazzina, una fabbrica di occupazione a tempo determinato che sembra un condominio qualunque. Tra loro, alcuni operatori telefonici hanno presentato un esposto all'Ufficio Provinciale del Lavoro. “Noi non siamo mica il Titanic – mi dicono – Non affonderemo cantando”. Parole sante! Rispondo io». Sempre oggi, ma alle 21, ci sarà la proiezione di “Una notte” di Toni D'Angelo, in occasione della quale arriverà a Sulmona anche il più noto padre Nino, che incontrerà il pubblico alle 19,30. Da segnalare, infine, l'omaggio della rassegna a Vito Taccone con il documentario “Taccone - fuga in salita”, alla cui presentazione è intervenuto anche il figlio del Camoscio d'Abruzzo, Cristiano.

Massimo Giuliano
07/11/2007 9.12