Tsa, prima nazionale con lo spettacolo di Lello Arena

Alessandro Biancardi

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L’AQUILA. Prima nazionale, mercoledì 3 e giovedì 4 ottobre all’Aquila, per lo spettacolo teatrale “ ‘O cunto d’o surdato”, per la regia di Lello Arena. L’artista napoletano porterà in scena sul palco del Teatro Stabile d’Abruzzo, la traduzione in lingua napoletana de “L’histoire du soldat”opera composta da Igor Stravinskij nel 1918, con testo scritto da Charles-Ferdinand Ramuz.
L'histoire du soldat è una favola russa, una sorta di “Faust” in miniatura in cui un soldato, interpretato nello spettacolo di Lello Arena dall'attore Yari Gugliucci, scambia con il diavolo (la giovane Bianca D'Amato) il suo violino in cambio di un libro magico che gli permetterà di leggere il futuro, futuro nel quale intravede la possibilità di sposare una principessa (interpretata dall'esordiente Teresa Rossi).
Il narratore (lo stesso Lello Arena) è la voce della coscienza, il cuore che consiglia di non commettere errori.
Il tutto in lingua napoletana, che esalta gli aspetti tragici e a volte comici dello spettacolo. Aspetto sottolineato anche dalla musica, realizzata dall'Officina Musicale diretta dal maestro Orazio Tuccella.
«E' una favola russa che prende nuove influenze dalla frequentazione con la lingua napoletana – ha spiegato Lello Arena - d'altra parte era destino, perché si dice che Napoli sia una delle case del Diavolo e di soldati ne abbiamo avuti tanti, anche di nazionalità diverse dalla nostra. Io sono napoletano e mi è venuto naturale impossessarmi di questo testo meraviglioso che racconta la nostra incapacità di fare tesoro delle proprie esperienze continuando a fare gli stessi errori».
Un progetto culturale importante, che anticipa l'apertura della stagione teatrale del Tsa e che sulla carta «non si sarebbe potuto realizzare – ha detto ironicamente Lello Arena – ma qui ho trovato persone di grande talento che hanno fatto l'impossibile affinché lo spettacolo venisse alla luce. Posso dirvi fin da ora che dopo aver trovato questa disponibilità non vi libererete tanto facilmente di me!».
Mara Iovannone 02/10/2007 15.01