«L’1 per cento degli introiti pubblicitari per finanziare la Cultura»

Alessandro Biancardi

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LA PROTESTA IN ABRUZZO
Si chiama “Move On” e lotta per l'”Uno per cento”.
L'iniziativa cerca di sensibilizzare sul problema dei tagli ai fondi destinati alla Cultura e sulla necessità di individuare risorse finanziarie indispensabili e permettere la diffusione di iniziative culturali che costituiscono il grande laboratorio di sperimentazione di arte e cultura, patrimonio e risorsa di tutto il Paese.
«I tagli previsti dalla legge finanziaria in discussione in Parlamento», spiega il comitato, «sono solo l'ennesimo segnale di un atteggiamento di sottovalutazione da parte delle istituzioni nei riguardi della Cultura. E', infatti, un dato che i provvedimenti dei governi penalizzano la Cultura in tutte le sue espressioni, dalla formazione, alla ricerca, all'eventologia, alla sperimentazione, all'innovazione. L'Italia soffre di provincialismo culturale e questo è un paradosso per un Paese che ha ereditato uno dei più importanti patrimoni storici del pianeta ed è stato per secoli all'avanguardia nella produzione di innovazione».
PERCHÈ
«La degenerazione dei linguaggi e dei modelli mediatici», spiegano gli organizzaori, «minaccia la ricchezza culturale del nostro Paese che detiene il 40% del patrimonio storico mondiale ma che, penalizzando pesantemente i fondi destinati alla ricerca, alla formazione e le espressioni più spontanee della sperimentazione artistica, sembra non credere nell'opportunità di trasformare l'eredità culturale in risorsa. I tagli previsti dall'ultima legge finanziaria sono solo l'ennesimo segnale di un atteggiamento consolidato di deliberato disinteresse o almeno di sottovalutazione dell'importanza di investimenti a sostegno di attività che costituiscono opportunità di sviluppo prima ancora che un valore assoluto in termini di crescita e sviluppo del Paese».

COSA
Da qui la proposta di impiegare una parte minima degli introiti fiscali derivanti dagli investimenti pubblicitari delle aziende su tv (pari a circa 10 mld di dollari annui) e paytv per un fondo speciale da destinare alla Cultura. Per stabilire un principio generale, ovvero che la Cultura ha pari dignità rispetto ai settori fondamentali della vita pubblica e quindi che si fissi una soglia di salvaguardia dei fondi disponibili, non modificabile dalle manovre di bilancio.

COME
Lo strumento da adottare è una proposta di legge di iniziativa popolare prevista dalla Costituzione (art. 12), che ne riconosce la legittimità e ne favorisce la diffusione, evidenziandone la matrice etica e civile.
Abbiamo chiamato a raccolta artisti oltre che esponenti del mondo della cultura, dello spettacolo e delle istituzioni, sensibili al problema, con i quali abbiamo aperto un tavolo di discussione che ci porti in breve tempo a definire la proposta nel dettaglio.

CHI
L'iniziativa parte dal mondo dell'associazionismo, dagli operatori culturali “periferici” e dagli artisti emergenti, per lanciare al Paese un segnale di allarme e insieme una proposta concreta.
Sono necessarie 50.000 firme da raccogliere in tutto il Paese entro sei mesi. Per raggiungere la più ampia diffusione l'iniziativa ha bisogno del contributo di tutti, operatori culturali, forze sociali, aziende, istituzioni, associazioni, artisti e singoli cittadini, che partecipino attivamente o con la semplice sottoscrizione all'iniziativa.
Per gli aggiornamenti e i dettagli consultate il sito www.1x100.net

13/12/2005 12.14