Dal libro alla politica: Baricco vs Buttafuoco

Alessandro Biancardi

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Quando la sfida non è solo a colpi di vendita: Baricco VS Buttafuoco, “Questa storia” (
già recensito
da PrimaDaNoi.it, ) VS “Le uova del drago”.
Un duello letterario e artistico che diventa, traslato, una battaglia politica: Baricco
è da anni idolatrato da tutta l'intellighenzia e il movimento giovanile di
sinistra, conquistando parecchi adepti anche dall'altra parte della barricata,
diventando lo splendido esempio di una scrittura frizzante e ironica, nuova e
mai volgare, sensuale e morbida come un velo di seta ( “Seta” –

qui trovate i commenti di molti lettori
, un intreccio poetico di notevole fattura, un libricino amato e conservato gelosamente da tutti i suoi lettori ) che scalfisce sì la lingua di Dante e Manzoni, ma senza spogliarla in malo modo.
Dall'altro lato il neo acquisto (auto-acquisto) di una destra assetata di intellettuali e portabandiera di una cultura tutta sua, capitanata dai validi collaboratori de “Il foglio” di Ferrara, che per primo ha ricoperto il libro di Buttafuoco
di recensioni, commenti e discussioni animate e colme di passione letteraria ed
intellettuale (qui
trovate le opinioni
dei primi lettori). L'autore siciliano è stato accusato da più parti d'essere fascista e addirittura filo musulmano, accuse alle quali ha risposto (in un'intervista con Norberto Bobbio, datata 1999 ) con una aplomb che avrebbe fatto invidia ad un nobile inglese: «Professore, confessione per confessione, io non sono fascista. Sono altro», definendo l'appartenere alla corrente di destra del dopoguerra italiano come quello più intrigante e ricco di prospettive creative. Una presa di posizione che per intreccio avrebbe fatto impallidire forse lo stesso Baricco.
Una sfida che ha visto in prima linea dalla parte di Baricco tutta la
Fandango
, con le sue enormi potenzialità di marketing e pubblicità, creando addirittura ben quattro copertine diverse ( feticcio allettante per tutti gli amanti delle collezioni ), altrettanti momenti della storia narrata nel libro. Dall'altro lato invece una Mondadori prudente nella tiratura e nella pubblicità, che ha preferito lasciare al crescente giro-di-voci di lettori e critici il compito di diffondere il nuovo cavallo da battaglia Buttafuoco.
Due libri, due prospettive opposte e in contrasto ( forse create a tavolino ), con entrambe la voglia di essere il quinto vangelo ( di wildeiana concezione ) per la letteratura italiana. Uno scontro ideologico che appare, se non tra le pagine, almeno nelle parole di commento alle due opere, e che contribuiranno a rendere questi due libri tra i regali cartacei più gettonati del prossimo natale.
Ernesto Valerio 13/12/2005 12.03