Cinema. L’astuto ed elegante Lupin torna nella sale cinematografiche

Alessandro Biancardi

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La vecchia animazione non vuole affatto morire, giustamente. Dopo il successo di “Trasformers”, un altro cartone animato “vecchio stile” arriva nelle sale italiane, Lupin III.
“Il castello di Cagliostro”, nei cinema dal prossimo 6 luglio, è una nuova versione rimasterizzata dell'edizione del 1979, arricchita dai doppiatori della serie tv italiana. La regia di Hayao Miyazaki (“Conan”, “La città incantata”, “Il castello errante di Howl”, …) ha ideato e realizzato questa avventura, dove troviamo Lupin - in compagnia del fedele Jigen - impegnato nella ricerca di chi sta diffondendo, in tutto il mondo, banconote false, mettendo in ginocchio l'economia. La risposta la trovano nel piccolo paese di Cagliostro, retto dall'omonimo conte, dove trovano anche l'occasione di mettere in atto la propria galanteria, liberando la principessa Clarissa, imprigionata dal conte. La domanda è sempre la stessa: riuscirà il nostro eroe nell'impresa?

…MA CHI ERA LUPIN?

Lupin era un abilissimo ladro, genio dei travestimenti e bravo nel mimetizzarsi nelle vesti di un educato gentiluomo. Figura come protagonista di numerosi romanzi di Maurice Leblanc, che visse e operò a cavallo tra l'800 e il ‘900. Lablanc inventò il personaggio di Lupin nel 1905, con la storia “L'arresto di Lupin” a cui seguì, nel 1907, la prima novella, “Lupin, ladro gentiluomo” (saranno ben 54, in totale, i racconti/romanzi con lui protagonista, oltre ad opere teatrali, programmi radiofonici e film).
Certamente Leblanc non avrebbe mai immaginato il seguito che ci fu al suo personaggio molto tempo dopo in Giappone, con il pronipote del suo personaggio, Lupin III protagonista di manga, film e una serie tv animata , contornando di personaggi diventati leggenda come l'ispettore Zenigata. Grazie alla sua classe e al suo stile, Lupin
diventa un modello, un eroe negativo nel Dna ma positivo nella vita. Un
personaggio che vive a cavallo tra il cinismo del suo “mestiere” e il suo animo romantico, il tutto giocando sempre con la sua innata intelligenza.

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Ernesto Valerio 04/07/2007 9.36